7.0
- Band: STOLEN BABIES
- Durata: 00:49:08
- Disponibile dal: //2007
- Etichetta:
- The End Records
- Distributore: Audioglobe
Chi scrive ha sentito parlare degli Stolen Babies per la prima volta durante l’annuncio dell’ “Hottest Chicks In Metal Tour” del 2007. Immaginando uno dei tanti gruppi che ultimamente hanno infettato la scena puntando più sul faccino della frontwoman che sul reale contenuto musicale, il nome in oggetto è scivolato quasi istantaneamente nel dimenticatoio. Ascoltando per intero il debutto del 2006 “There Be Squabbles Ahead” ci si rende conto che non c’è preconcetto più lontano dalla realtà: la formazione è un crogiuolo di stili e forme elaborati in maniera sofisticata e personale. In un contesto molto teatrale, circense e gotico gli Stolen Babies mescolano Dresden Dolls, Mr Bungle, Dog Fashion Disco e Mindless Self Indulgence con lo spirito di Tim Burton e dei fratelli Grimm. Tanto macabri quanto innocenti i fratelli Sharone sperimentano con gusto e capacità strumentale passando da spunti heavy (“Spill!”) a passaggi intricati e jazzy (“Swint? Or Slude?”) a fasi più oscure (“So Close”, “A Year of Judges”), coadiuvati da una ispirata (e piacente) Dominique Lenore Persi che brilla nelle sfumature più aggressive e, forse anche di più, nei passaggi più poppy e lineari (“Lifeless” su tutte), caricando la sua voce esile ma versatile più con la passione che con la grinta. Il singolo “Push Button” è il semplice riassunto dell’abbondanza stilistica che trapela in “There Be Squabbles Ahead”, affascinante, mutevole, personale. Forse leggermente stancante nell’assumerlo tutto di un fiato, a volte dispersivo, il lavoro resta però da premiare per il coraggio di osare: avant garde metal per chi pensa che gothic sia una cosa diversa da un completo di Emily The Strange.
