STORMKEEP – Tales Of Othertime

Pubblicato il 16/11/2021 da
voto
8.0
  • Band: STORMKEEP
  • Durata: 00:43:09
  • Disponibile dal: 19/11/2021
  • Etichetta:
  • Van Records

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Dopo un EP davvero convincente (“Galdrum”, del 2020) gli statunitensi Stormkeep approdano al primo album, confermando le sensazioni positive che caratterizzavano l’esordio e ampliando il proprio mondo musicale: un black metal (molto) melodico, con tendenze sinfoniche (e alcuni affondi nel dungeon synth), a metà strada tra old-school e modernizzazione dei cliché tipici del genere.
Progetto nato dalla mente dal batterista degli ormai mitici Blood Incantation, Isaak Faulk (che qui si presenta con il nome di Otheyn Vermithrax), gli Stormkeep non hanno nulla a che fare con il sound dei deathster di Denver, ma i due progetti sono accomunati da un aspetto: la voglia di osare, di dilatare le possibilità di un genere musicale spingendosi verso lidi compositivi differenti. In questo caso il black metal diventa una sorta di tela su cui dipingere intrecci melodici insperati, sonorità fresche e coinvolgenti, ottenendo un esito disarmante: se si ama (spesso con il paraocchi) soltanto il black metal oltranzista (e dunque produzioni che raramente sono state fatte oltre gli anni Novanta), qui si storcerà il naso davanti a un impatto melodico e a una pulizia sonora che in certi brani risultano quasi stranianti; ma se si ha voglia di ascoltare qualcosa di effettivamente nuovo, comunque afferente a questo genere, senza però stravolgimenti radicali e astruse complessità compositive, ecco, “Tales Of Othertime” è un piccolo miracolo.
Gli Stormkeep realizzano un disco che sa giocare con gli elementi tipici di certo black metal più epico, mescolando i riferimenti in una maniera quasi strategica, con l’obiettivo di allestire un sound personale ma al contempo virtuosamente derivativo. Ben composto, ben suonato, ben prodotto (troppo, certo, per chi dal black metal cerca una bassa fedeltà evocativa), “Tales Of Othertime” è figlio orgoglioso dei Sacramentum e degli Obtained Enslavement, ma anche dei primi Emperor e degli Old Man’s Child (e l’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine): senza pose rivoluzionarie, fingimenti di sorta o tentativi di risultare peculiari, anzi collocandosi orgogliosamente in una discendenza diretta del grande black metal del passato. Insomma, Faulk e soci sembrano voler rispondere a un desiderio che è tutt’altro che insensato: fare ‘oggi’ il black metal ‘di una volta’. Il risultato sembra straordinariamente intenso, con un coinvolgimento (anche emotivo) palpabile – che, naturalmente, include l’ascoltatore, con una sequenza di brani forgiati in una fiamma ereditata con orgoglio dai padri fondatori di questo tipo di musica.
Certo, è bene ripetere che il massiccio uso delle melodie e la produzione tanto all’altezza dei tempi sono motivi che allontaneranno diversi ascoltatori da questa band: ma molto probabilmente si tratta di qualcosa di voluto, perché gli Stormkeep si rivolgono, evidentemente, a una platea di persone che desiderano ascoltare una musica in dialogo con il passato – non una musica però bidimensionale e passatista, che nel presente rischierebbe di spegnersi sotto la cenere stanca di un tempo che non c’è più.

TRACKLIST

  1. The Seer
  2. The Citadel
  3. A Journey Through Storms
  4. The Serpent's Stone
  5. An Ode To Dragons
  6. Eternal Majesty Manifest
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