7.5
- Band: STORMO
- Durata: 00:22:15
- Disponibile dal: 21/03/2025
- Etichetta:
- Prosthetic Records
Si sono incarogniti, gli Stormo: via le parentesi graffe nel nome, via (quasi completamente) le voci pulite; dentro il noise, irrequietezza math-core, chitarre più ruvide e metalliche, maggiore tensione. Rimangono intatti l’approccio adrenalinico, l’estrema schiettezza del messaggio sonoro, la capacità di sintesi e di andare subito dritti al punto.
Uno dei nomi di punta del panorama hardcore italiano – rilevante anche nel resto del continente – torna alla carica a due anni da “Endocannibalismo” e, dopo diverse pubblicazioni di valore ma senza ulteriori aggiunte a un catalogo di idee già ampio ed efficace, ecco che “Tagli/Talee” va ad accostarsi al celebre esordio “Sospesi Nel Vuoto Bruceremo In Un Attimo E Il Cerchio Sarà Chiuso”.
Da quell’album, una piccola pietra miliare per il genere in Italia, con una sua unicità nel far convivere violenza, spigolosità, fragilità, tra stacchi deraglianti e momenti, appunto, ‘sospesi’ e quasi lacrimevoli, sono passati oltre dieci anni e non si può dire che gli Stormo siano rimasti nel frattempo con le mani in mano. La propria identità di formazione hardcore contaminata e con una sua precisa conformazione, senza adesioni perentorie ad altre scuole di pensiero che non fosse il proprio intimo sentire, li ha portati a comporre un lotto di dischi sempre interessanti e intessuti di intensa vitalità.
A voler essere estremamente puntigliosi e anche un po’ rompiscatole, quel che è venuto dopo il primo album non ha più avuto un impatto così forte e distintivo sulla scena. C’era la sensazione – forse erronea, per carità – che la band si fosse un poco ‘accontentata’ di quello che già sapeva esprimere e non fosse interessata a cercare altro. Nulla di male, in fondo, perché non è per forza un dovere l’evolversi in continuazione, sforzarsi di sperimentare, guardare altrove.
Detto ciò, questa spinta ad aggiungere ulteriori significati alla propria musica ci pare invece presente, con successo, in “Tagli/Talee”. E non è soltanto una questione formale, di impressione, con un suono più urticante, rumoroso, in alcuni tratti volutamente confuso. Se “Endocannibalismo” ci pareva molto essenziale nelle fondamenta, il disco in uscita, nonostante l’intatta impulsività, gli slanci, il saper andar dritti al punto in una manciata di note, ha una maggiore complessità di fondo: una poliedricità riassunta ancora una volta in un lasso di tempo minimo – si parla di ventidue minuti e spiccioli di musica – e in tracce tutte sotto i tre minuti, se non due.
Quando decidono di andare all’attacco a testa bassa, gli Stormo non fanno sconti, ma anche nei segmenti più pressanti, ansiogeni, c’è un minimo di complessità strutturale, ritmi meno dritti, una foga che sa essere anche più calcolata e mediata. Ad andamenti più snelli e orientati allo screamo – “Rami” – se ne contrappongono altri dove è la componente math-core, piena di rumore e di disturbi, a farla da padrone – “Alte Mura”, “Sciame” – e sono a loro volta ottime le tracce più sperimentali, fosse l’arpeggio malinconico di “Talee”, oppure gli influssi industrial di “Come Fauce Che Divora”.
L’approccio vocale di Luca Rocco, una delle peculiarità degli Stormo, va con insistenza su tonalità ruvide e cattive. Non si è persa sensibilità e la capacità di comunicare emozioni intense e ‘vere’, fuori da cliché, mentre è chiaro il desiderio di avere, anche su questo fronte, una torbidezza abbastanza inedita. La voce viene anche sporcata da filtri e ci arriva addosso meno nuda e cruda, segnando un’idea diversa nel modo in cui questa interagisce con gli strumenti.
I contributi in salsa noise di Castion in “Sabbia Pt. 2 Ghiaccio” e del compositore Alberto Bertelli (noto anche con il nome d’arte Holy Similaun) in “Come Fauce Che Divora” segnano, con successo, la volontà di espandere il suono Stormo, che in “Tagli/Talee” porta inizialmente a sforzarsi, a cercare di capire le intenzioni della band, non solo a farsene travolgere. Un merito pure questo, perché è bello che ci sia questa spinta creativa, un minimo di azzardo per vedere cosa possa accadere aggiungendo ingredienti esterni.
Col passare degli ascolti le prime impressioni si rafforzano, “Tagli/Talee” sa di rilancio e freschezza; non si perdono le cose migliori del passato, si guadagnano nuove sfumature, stimolando l’orecchio senza mortificare il proprio modo irruento e caleidoscopico di vivere le sonorità hardcore.
