STORMZONE – Ignite The Machine

Pubblicato il 04/09/2020 da
voto
7.0
  • Band: STORMZONE
  • Durata: 01:01:26
  • Disponibile dal: 31/07/2020
  • Etichetta:
  • Metalapolis Records

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Nonostante la maggior parte della community probabilmente non sia minimamente al corrente della loro esistenza, con questo “Ignite The Machine” i britannici Stormzone giungono a quota sette album immessi sul mercato in sedici anni di carriera. Se visto in un’ottica retrò, ciò non pare un dato particolarmente degno di nota, ma se osservate l’andamento delle band in tempi recenti non è difficile accorgersi di quanto un tale livello di produttività possa rappresentare un potenziale campanello d’interesse per molti appassionati. Questo perché, a dirla tutta, questi cinque rocker di Belfast sanno davvero il fatto loro se c’è da suonare un po’ di sano metallo a metà tra il moderno e l’old school, con in più un forte carattere di matrice hard rock a risplendere sulla base.
L’album rispecchia quanto appena detto, trattandosi di un susseguirsi di brani che spingono forte sull’incisività e la melodia, senza mai esagerare con la voglia di correre e rimanendo sempre in un buon punto intermedio, ed è evidente sin dalla iniziale “Tolling Of The Bell” che all’orecchiabilità sia stata data una maggiore importanza, rispetto all’aggressività. Date le sfumature, in linea tanto con l’heavy metal melodico, quanto con un certo tipo di hard rock più o meno recente, non ci farebbe strano trovare ipoteticamente gli Stormzone tra le fila della nostrana Frontiers Records in un futuro.
Tutta la tracklist segue in maniera abbastanza lineare i dettami iniziali, incattivendo occasionalmente il sound, come avviene nella titletrack o nella accoppiata “Each Setting Sun”/”Dragon Cartel”, e tenendo sempre altissima l’asticella che indica il grado di capacità d’approccio: i ritornelli sono infatti la parte più curata in assoluto, grazie alla loro natura semplice e nel contempo coinvolgente, resa possibile dalla resa melodica e dall’interpretazione ad opera del vocalist John Harbinson, che tuttavia deve comunque ringraziare un comparto strumentale solido e stabile. In generale, l’andamento dell’album, pur riuscendo sempre ad attestarsi su livelli più che buoni di godibilità, pecca sul versante della varietà, dal momento che il mantenimento perenne del medesimo stile per ogni singolo brano, con minime variazioni, finisce inevitabilmente col far risultare il tutto relativamente piatto; e tenete presente che parliamo di un ascolta che dura più di un’ora! Decisamente troppo per un album di questo tipo, che per giunta non si cimenta mai in sferzate, scatti in velocità, rallentamenti effettivi e quant’altro in grado di portare un po’ d’aria fresca.
Volendo fare una similitudine coerente con la presentazione, potremmo dire che “Ignite The Machine” è un po’ come percorrere una bella strada su una moto che ci piace, ma senza mai accelerare oltre una certa soglia, piegare in curva o fermarsi ad ammirare un paesaggio, preferendo semplicemente proseguire dritto a una velocità media e gestendo giusto lievemente la mano sul gas ogni tanto. Pazienza, in fin dei conti la qualità non manca e tutti i brani sono quantomeno piacevoli, e per questo un buon voto non glie lo nega nessuno.

TRACKLIST

  1. Tolling Of The Bell
  2. Ignite The Machine
  3. My Disease
  4. Each Setting Sun
  5. Dragon Cartel
  6. Nothing To Fear
  7. Revolution
  8. New Age Necromancer
  9. Dealer's Reign
  10. Flame That Never Dies
  11. Under Her Spell
  12. This Is Heavy Metal
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