7.0
- Band: STRAPPING YOUNG LAD
- Durata: 01:03:00
- Disponibile dal: 15/10/2007
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
Il piacere di poter riascoltare album come “City” degli Strapping Young Lad fa passare decisamente in secondo piano il fatto che alla Century Media potevano fare un lavoro migliore per la ristampa in questione. Partiamo subito dagli extra: rispetto alla versione originale, uscita nel 1997, troviamo le versioni demo di “Home Nucleosis”, “Detox” e “AAA”, tutte molto simili a quelle finite poi su album: da segnalare solo una simpatica introduzione a “Home Nucleosis”, dove Townsend praticamente si introduce agli ascoltatori. Troviamo poi il video di “Detox” e “Headrhoid”, estratta anch’essa da un demo della band. Quest’ultima è una sorta di presa diretta dallo studio di registrazione, con la band intenta a cazzeggiare alla stragrande con gli strumenti in mano. Interessante è invece “Centipede”, originariamente la bonus track per il mercato giapponese. La traccia è piuttosto lunga ed elaborata, di matrice industrial e con delle aperture melodiche che rimandano a quella che sarà la produzione successiva di Townsend. Le campionature sono di buonissimo livello e l’impatto della canzone è notevole. I bonus terminano qui e di realmente interessante c’è la sola “Centipede”: un po’ poco per accompagnare un capolavoro come “City”. Resta da dire che il packaging è molto curato e all’interno del libretto sono contenute delle note a firma dello stesso Devin Townsend. Ottima la resa sonora, decisamente migliore dell’originale, che esalta maggiormente la componente futuristica e cibernetica degli Strapping Young Lad. Ok per la ristampa, ma l’album, vi chiederete voi? Ma siamo sicuri che ci sia qualcuno che ancora non conosce “City”? Per costoro diciamo solo che è l’esempio più innovativo, cervellotico, ironico e claustrofobico di metallo moderno, di derivazione Fear Factory per intenderci. I brani sono tutti eccellenti, non c’è nessuna caduta di stile, nemmeno minima e, ma questo è solo un parere di chi scrive, è l’apice creativo della carriera di Townsend. Ovviamente è assolutamente da avere per chi non ha l’originale: per chi invece già possiede il portentoso dischetto non ha molto senso acquistare anche questa ristampa, a meno che non sia un tuttologo del folle Devin. Voto album: 9. Voto ristampa: 5,5. Il voto in calce è più o meno una media che ha poco senso tenere in considerazione senza avere letto la recensione.
