STREAM OF PASSION – The Flame Within

Pubblicato il 20/07/2009 da
voto
5.5
  • Band: STREAM OF PASSION
  • Durata: 00:54:33
  • Disponibile dal: 29/05/2009
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Bisogna capirli, questi poveri Stream Of Passion: nati da un’idea di Arjen Lucassen degli Ayreon, affascinato dalla voce di Marcela Bovio, pubblicarono nell’ormai lontano 2005 un debutto non certo indimenticabile, ma comunque godibile (e sul quale il sottoscritto si è dovuto parzialmente ricredere, anni dopo la stroncatura di allora), con quella sua voglia di intrecciare trame prog con sonorità gothic, sempre assoggettate alla bellissima voce di Marcela, allora astro nascente, nella doppia dose di cantante e violinista. Poi il live, trascurabile, e successivamente l’abbandono di Arjen, forse perchè quest’avventura gli aveva già dato tutto quello di cui aveva bisogno, o forse semplicemente per concentrarsi sugli altri progetti. Ne risulta quindi una band improvvisamente privata del proprio leader e fondatore, ma fermamente convinta a continuare. Abbandonati dalla InsideOut, ed accasati presso l’etichetta austriaca Napalm Records, i nostri, orbati inoltre di Lori Linstruth e del tastierista Alejandro Millan, cercano di ricostruirsi una nuova identità con il presente “The Flame Within”, che con fatica cerca di risorgere dalle ceneri per donarci qualcosa di interessante. Il risultato, purtroppo, non risponde esaurientemente alle intenzioni iniziali. Innanzitutto il guitar work, che nel debutto si era rivelato vincente nel disegnare ottime melodie, qui assume un semplice ruolo di comprimario, disegnando le solite ritmiche gothic tutto fumo e niente arrosto. Questo fa sì che i pezzi diventino un unico impasto, fortemente ripetitivo, e sostanzialmente inconcludente, nell’economia di un intero album. La voce di Marcela Bovio si mantiene come sempre su livelli stratosferici (ma non vi erano dubbi in merito), ma ciò non concorre minimamente a rendere interessanti dei pezzi che a conti fatti rasentano solo la sufficienza. Insomma, una band dotata di un certo potenziale si è trasformata nel solito gruppo gothic, intento a rincorrere i soliti Epica e Within Temptation, come dimostrano pezzi di maniera come “In The End”, “When You Hurt Me The Most”, la ballad “Run Away” (su cui il defezionario Millan avrebbe sicuramente lavorato meglio). La sola “This Endless Night”, recuperando qualche tentazione prog del debutto, si staglia al di sopra della media, ma presto ritorniamo a livelli medio bassi, soprattutto nella patetica “Burn My Pain”, il goffo plagio agli Evanescence che nei sogni della band dovrebbe forse diventare singolo trainante e seguire la scia del successo della band dell’Arkansas. Ma ascoltare buffe riproposizioni di questo calibro ha il solo risultato di togliere credibilità alla band, più intenta ad inseguire che a tracciare una propria strada. Ed il discorso non cambia molto per le restanti song, difficilmente distinguibili l’una dall’altra. E pertanto non possiamo sbilanciarci ed assegnare una sufficienza piena ad un lavoro che nel bene o nel male qualche aspettativa nei fan l’aveva creata, alla luce del debutto, e che sta disattendendo tutto con dei pezzi non all’altezza del nome.

TRACKLIST

  1. The Art Of Loss
  2. In The End
  3. Now Or Never
  4. When You Hurt Me The Most
  5. Run Away
  6. Games We Play
  7. This Endless Night
  8. My Leader
  9. Burn My Pain
  10. Let Me In
  11. Street Spirit
  12. A Part Of You
  13. All I Know
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