5.0
- Band: STRIKE AVENUE
- Durata: 00:33:56
- Disponibile dal: 10/10/2014
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Gli Strike Avenue cominciano la loro avventura nel 2008, andando a muovere i primi passi all’interno della scena underground della Calabria. I quattro ragazzi dichiarano tra le loro influenze svariate band del panorama deathcore americano contemporaneo, più precisamente ci riferiamo a quella frangia più lenta e pachidermica alla quale afferiscono compagini del calibro di The Acacia Strain, (primi) Whitechapel, Thy Art Is Murder e così via. I Nostri, dopo i due precedenti lavori in studio “The Greatest Kicks” e “We Are Becoming Brutal,” rispettivamente risalenti al 2009 e al 2010, ci riprovano con questo “Avenger Alpha Apocalypse”, lavoro autoprodotto presso i Blackrain Mastering Studio. La compagine ha regolato il proprio sound ormai da tempo, confezionando una proposta sì potente e senza compromessi, però decisamente caotica nel suo incedere. Nonostante nel corso dell’ascolto ci siamo imbattuti in alcuni riff interessanti e dal buon tiro (“War Of Titans” e la Meshuggiana “Predators V. 2.0”), il lavoro nella sua interezza ci ha lasciato molto perplessi, data la poco ficcante struttura dei brani e l’amatorialità dei suoni. Appunto, il maggiore cruccio di questo “AAA” è, con ogni probabilità, la produzione; le linee vocali suonano sì brutali e cavernose, ma anche incredibilmente prive di mordente e tiro, andando quasi ad infastidire a lungo andare; la batteria, nonostante le ottime capacità tecniche di un incolpevole “R.o.x”, suona vuota e confusa, quasi “distante”, come se il batterista si trovasse in un’altra stanza rispetto al resto della band. Insomma, come avrete intuito, il lavoro in questione risulta insufficiente sotto molti punti di vista, inficiato com’è da una palpabile mancanza di idee e di appeal. Di questi tempi, in cui la scena è affollata da continue release di discreto livello da parte di giovani band ansiose di sfondare, questo tipo di lavori confezionati così alla bell’e meglio non ha alcun tipo di possibilità di emergere. Ci dispiace per i ragazzi di Cosenza, è sempre triste dover bocciare giovani realtà del Belpaese, ma non ci siamo proprio. Soprattutto considerato anche che i ragazzi non sono degli imberbi, ma bensì una band ormai navigata.
