6.5
- Band: STRIKE AVENUE
- Durata: 00:34:45
- Disponibile dal: 08/02/2018
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Quanti passi in avanti per il quintetto calabrese! Avevamo lasciato i Nostri al 2014, con il decisamente mediocre “Avenger Alpha Apocalypse”, al cospetto di una band decisamente amatoriale per quanto concerne gli aspetti di bontà di songwriting e produzione, foriera di poche idee e confuse che, di conseguenza, ci siamo trovati costretti a stroncare senza possibilità di appello. Dopo svariati cambi di line-up, i ragazzi giungono finalmente ad una formazione stabile, e rilasciano un EP e qualche singolo preparatorio nel recente passato, andando a regolare definitivamente il proprio sound. La compagine cosentina sembrerebbe avere imparato dagli errori fatti, ed ha svolto un lavoro di ristrutturazione piuttosto importante in proprio seno, andando ad ammodernare significativamente il proprio sound, riuscendo finalmente a proporre un prodotto di buon livello. Gli Strike Avenue non stravolgono poi molto le carte in tavola con questo ultimo “Human Golgotha”, essendo i territori di riferimento sempre quelli del death americano sporcato di core qua e là, ma per lo meno riescono ad inanellare una serie di episodi semplici e convincenti senza più spingere l’ascoltatore a skippare tra le tracce come avveniva in passato. Ci troviamo al cospetto di episodi anche particolarmente ben riusciti, quali la pachidermica “Cranium” che prende ispirazione da una frangia abbastanza old-school del death made in USA a marchio Deicide, ma al contempo troviamo anche un’anima più groovy con la successiva “Devourer Of Worlds”, in cui notiamo anche certi divagamenti metalcore, soprattutto a livello di riff, che aggiungono una discreta dose di varietà al tutto, cosa che in passato latitava sensibilmente. La giostra continua con il blackened death metal di “Sublimating The Black Mountain”, atmosferico ed intriso di nero, mentre la successiva “Adamantius” sposta nuovamente l’asticella sul lato più groove della compagine del meridione, lasciandoci piuttosto soddisfatti per quanto sentito, considerati anche i presupposti di partenza. Anche la produzione, tallone d’Achille dei precedenti lavori, oggi risulta finalmente rotonda, moderna e assolutamente convincente, il che bendispone ad ascolti ripetuti. Promozione tonda per il combo calabro, con tanto di pacca sulle spalle per non aver demorso dopo una serie di risultati non lusinghieri. Avanti così!
