STRINGS 24 – Strings 24

Pubblicato il 05/08/2009 da
voto
7.0
  • Band: STRINGS 24
  • Durata: 00:54:00
  • Disponibile dal: 20/03/2009
  • Etichetta:
  • Lion Music
  • Distributore: Frontiers

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Sono stati i Meshuggah a introdurre nell’immaginario comune la figura delle chitarre a 8 corde, che permettono, con le 2 in più rispetto alle chitarre normali, un ampliamento notevole verso le tonalità basse. Un’invenzione che per molti suona più come ‘circo’ che come semplice sperimentazione, che ha affascinato tre grandi musicisti italiani, tanto da permetter loro di creare il nuovo progetto Strings 24. Stiamo parlando di Frank Caruso (Arachnes e Darklight, tra gli altri), Stefano Xotta (Four Tiles e Riff Raff) e Gianluca Ferro (Time Machine, Doomsword e Heart Of Sun), tre musicisti sulle scene da molti anni, riunitisi sotto il verbo dello shred più forsennato, con un occhio alle nuove possibilità che il nuovo strumento permette di esplorare. Il genere trattato nei dodici pezzi che compongono l’album è un metal interamente strumentale, con qualche puntata nel neoclassico e nell’hard n heavy, badando bene a sforare il meno possibile nella fusion, tentazione dorata di molti chitarristi, ma soluzione ostica per le orecchie meno preparate. L’arpeggio cupo di “Introspective” ci dà un assaggio delle cose che queste chitarre possono fare, e le citazioni dei Cacophony dell’intro di “Outraged Dimensions” fanno il resto, richiamando come prevedibile alcune soluzioni ritmiche dei Meshuggah di “Nothing”, album nel quale hanno iniziato ad avvalersi di questo tipo di strumento. Il metal qui la fa da padrone, e brilla grazie ad una produzione di alto livello, giustamente concentrata sull’impatto frontale delle chitarre, come dimostrano le dinamitarde “Double D”, la melodica ed imprevedibile “Mystical Thoughts” (Steve Vai deve essere fiero di ricevere omaggi di tale bellezza) o la incerta “G String Song”, in bilico tra Joe Satriani e Richie Kotzen. Una cascata di note ininterrotta, dall’inizio alla fine, che trova ben pochi momenti di stanchezza (“Flown” proprio non riusciamo a digerirla), se non fosse per le nostre orecchie, spesso poco abituate alla musica interamente strumentale. I tre si divertono insieme, tanto da riproporre il celeberrimo pezzo di Henry Mancini “The Peter Gunn Theme” (chi ha visto il film Blues Brothers sa di cosa stiamo parlando). Una ottima prova questo “Strings 24” (il cui voto tiene tuttavia conto dell’appetibilità che un lavoro simile può vantare nei confronti del variegato pubblico metal), una dimostrazione di buono stato di salute di ‘certi’ personaggi che compongono la scena italiana e finalmente la conferma di quanto sia meglio collaborare che spalare merda l’uno sull’altro.

TRACKLIST

  1. Introspective (intro)
  2. Outraged Dimensions
  3. Running in the Wind
  4. Double D
  5. Schizophrenic Disorders
  6. Remember Blues
  7. Mystical Thoughts
  8. G String Song
  9. Psychedelic
  10. Flown
  11. Besides Nowhere
  12. Go Down Peter!
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