STRUNG OUT – Exile In Oblivion

Pubblicato il 19/11/2004 da
voto
7.0
  • Band: STRUNG OUT
  • Durata: 00:44:33
  • Disponibile dal: 02/11/2004
  • Etichetta: Fat Wreck
  • Distributore: Venus

Gli anni passano ma gli Strung Out non mostrano alcun tipo di cedimento e trovano anzi anche la voglia di provare cose nuove e di evolversi! Da tempo infatti i nostri non sono più una semplice band punk-hardcore, la loro musica col tempo ha incorporato influenze metal e rock, gli arrangiamenti si sono fatti molto più sofisticati e le strutture delle song assai più complesse. “Exile In Oblivion” ovviamente segue queste coordinate e per certi versi le amplia, finendo per risultare il più che naturale seguito del notevole predecessore “An American Paradox” e mettendo in mostra un approccio se possibile ancora più tecnico e metallico pur non tralasciando la fondamentale componente melodica e dando il giusto spazio ai ritornelli (quasi sempre memorabili) e alle vocals energiche ma rigorosamente pulite dell’ottimo singer Jason Cruz (responsabile anche di tutti i testi – bellissimi – e in parte dell’intrigante artwork). Le chitarre sono pesanti come mai prima d’ora, il numero di riff inseriti in ogni singola composizione è davvero elevato così come ovviamente la loro qualità, il drumming di Jordan Burns è qualcosa di spettacolare e il tutto è elevato all’ennesima potenza dalla magistrale produzione di Matt Hyde (Slayer). “Exile In Oblivion” si rivela nel complesso un disco dunque veramente ben fatto! L’unica vera pecca, purtroppo non piccolissima, è che la parte centrale della tracklist presenta tre-quattro brani non brutti ma piuttosto scontati, sicuramente i peggiori del cd, posti uno in fila all’altro: brani che fanno calare irrimediabilmente la tensione e l’esaltazione dell’ascoltatore. Dall’opener “Analog” a “Angeldust” il quintetto infatti ci offre senza ombra di dubbio quanto di meglio sia riuscito a produrre nel corso degli ultimi anni, poi purtroppo la luce si spegne e questa viene riaccesa solo a partire da “Never Speak Again”. Da questa song in poi, fino alla conclusione, si torna letteralmente a godere ma purtroppo un po’ di amarezza rimane: se gli Strung Out avessero incluso nella tracklist qualche brano in meno ora saremmo al cospetto di un vero masterpiece. A causa di ciò quindi il voto che siamo costretti ad affibbiare loro è solamente un sette (ma aggiungete un ‘+’!). “Exile In Oblivion” è però un disco fantastico per più di tre quarti, l’ennesima dimostrazione della bravura e dell’inventiva di questa formazione. Cercate assolutamente di ascoltarlo e speriamo che la prossima volta il gruppo faccia le cose in grande dall’inizio alla fine!

TRACKLIST

  1. Analog
  2. Blueprint Of The Fall
  3. Katatonia
  4. Her Name In Blood
  5. Angeldust
  6. Lucifermotorcade
  7. Vampires
  8. No Voice Of Mine
  9. Anna Lee
  10. Never Speak Again
  11. Skeletondanse
  12. Scarlet
  13. Swan Dive
  14. The Misanthropic Principle
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