SUBTERRANEAN MASQUERADE – Mountain Fever

Pubblicato il 11/05/2021 da
voto
8.0
  • Band: SUBTERRANEAN MASQUERADE
  • Durata: 00:56.27
  • Disponibile dal: 14/05/2021
  • Etichetta:
  • Sensory Records
  • Distributore: Audioglobe

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Sono passati quasi quattro anni dallo strepitoso “Vagabond”, un album passato in sordina e che avrebbe meritato fortune ben maggiori, per una band che fino ad oggi non ha sbagliato mai un colpo. I Subterranean Masquerade sono una formazione israeliana che unisce con incredibile efficacia progressive metal e world music, in un mosaico colorato capace di farci fare letteralmente il giro del mondo, tra sonorità esotiche e profumi orientali. Inizialmente accostati agli Orphaned Land per provenienza ed atmosfere, i Subterranean Masquerade si sono costruiti nel tempo una fanbase contenuta ma fedelissima che, come noi, non vedeva l’ora di ascoltare il nuovo “Mountain Fever”.
Prima di parlare delle canzoni vere e proprie, però, è necessario sottolineare un importante cambio di line-up: nel tempo si sono avvicendanti dietro al microfono della band alcune personalità note della scena metal, prima Paul Kuhr dei November’s Doom e successivamente Kjetil Nordhus dei Green Carnation. Dal 2018, però, la band ha deciso di trovare una sua stabilità concentrandosi su musicisti locali, in modo da rendere più semplice la gestione quotidiana della band. Perdere una voce preziosa come quella di Nordhus non era un passo semplice, ma i Subterranean Masquerade ci hanno stupito positivamente grazie alla scelta di Davidavi Dolev, un cantante e un frontman eccellente, dotato di un timbro versatile e capace di caratterizzare le diverse anime della band.
Arriviamo quindi a “Mountain Fever”: la formazione guidata dal chitarrista Tomer Pink sarà riuscita a dare vita ad un degno successore di “Vagabond”? Ebbene sì, anche questa volta i Subterranean Masquerade sono riusciti ad evolversi, mantenendo il loro marchio di fabbrica e portandoci con loro nell’ennesimo viaggio musicale. Rispetto a “Vagabond”, “Mountain Fever” appare leggermente più contenuto, più organico, meno anarchico nel suo immergerci nelle culture del mondo. Da questo punto di vista, Tomer e compagni fanno una scelta saggia: non si limitano a mescolare le solite sonorità arabe, inserendole in una trama metal, ma lavorano sugli arrangiamenti, ora dando spazio all’organo hammond, ora spingendo su un progressive metal più lineare, per arrivare ad una parentesi etnica solo quando strettamente necessario nell’economia del brano. Tutto questo, però, non va mai a discapito della freschezza e della varietà compositiva. Senza voler togliere al lettore il piacere della scoperta, “Mountain Fever” porta l’ascoltatore in Africa, sui Balcani e in Medio Oriente con composizioni come la titletrack o “Ya Shema Evyonecha”; regala momenti di puro piacere elettrico tra le ipnotiche spire di “Snake Charmer”; affonda i denti fino ai tempi oscuri e lontani degli amici November’s Doom con “For The Leader, With Strings Music”, ma solo dopo averci immersi in un panorama lussureggiante e luminoso con “Inwards”. E se “Mångata” sembra una versione etnica di quelle folk ballad del progressive rock a là “Lucky Man” (ELP), con le sonorità notturne di “The Stillnox Oratory” ci sembra quasi di ritrovare il David Bowie più maturo, quello di brani come “The Motel” o “The Loneliest Guy”, anche grazie al timbro baritonale e suadente di Dolev.
I Subterranean Masquerade, dunque, segnano l’ennesimo centro in una carriera di qualità. La speranza è che finalmente Tomer Pink e compagni possano raccogliere un giusto riconoscimento non solo di critica ma anche di pubblico: da parte nostra non possiamo che ritenerci soddisfatti. Bentornati!

TRACKLIST

  1. Snake Charmer
  2. Diaspora, My Love
  3. Mountain Fever
  4. Inwards
  5. Somewhere I Sadly Belong
  6. The Stillnox Oratory
  7. Ascend
  8. Ya Shema Evyonecha
  9. For The Leader, With Strings Music
  10. Mångata
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