7.5
- Band: SUFFERING HOUR
- Durata: 00:18:16
- Disponibile dal: 05/04/2019
- Etichetta:
- Blood Harvest
- Distributore: Audioglobe
Alfieri della nutrita colonia underground death metal battente bandiera statunitense, i Suffering Hour tornano sulla scena a due anni dall’apprezzato debut album “In Passing Ascension” con un ambizioso nuovo EP basato su una singola composizione di diciotto minuti. “Dwell” sin dalle prime battute appare come l’ideale trait d’union tra i recenti rilasci del terzetto di Minneapolis – all’insegna di un death metal tecnico e dissonante, capace sovente di aprirsi ad inaspettate sferzate old school – e un futuro votato ad un sound ancora più cangiante, talvolta aperto ad una melodia mai troppo esplicita, eppure fresca e insistente. Senza dubbio, siamo al cospetto di un gruppo truce nell’aspetto, ma ‘open-minded’ nello spirito: il formato del lavoro ricorda certe uscite di maestri inaccessibili come i Deathspell Omega, tuttavia pare che i Suffering Hour non abbiano interesse nel risultare forzatamente prog e ostici. A dispetto della sua lunga durata, il brano si sviluppa in modo molto vispo e naturale, svelando puntualmente un efficace afflato melodico che va ad ‘addolcire’ l’impatto del prolungato gioco di dissonanze e degli articolati arrangiamenti che spesso gremiscono le partiture. In pratica, si parte dal sound di vecchie glorie come Immolation o The Chasm per arrivare a formule non cosi lontane da quelle care agli ultimi Bolzer e Inquisition, ovvero quel mix di disarmonia e sensibilità che, se bene interpretato, è in grado di partorire riff e temi tanto ‘storti’ quanto accattivanti. Ascoltando “Dwell” risulta chiaro come sia ancora possibile, pur pagando pegno a certi ormai ordinari canovacci di genere, non cadere nella trappola della eccessiva prevedibilità: i Suffering Hour si tengono alla larga dal revival più stucchevole e, al contempo, evitano di scadere nella cacofonia fine a se stessa. Questa loro nuova prova, così ricca di cambi di tempo azzeccati e di arie intrepide, ha tutto per lanciarli verso i piani alti del genere.
