SUFFOCATION – Effigy Of The Forgotten

Pubblicato il 22/10/1991 da
voto
9.5
  • Band: SUFFOCATION
  • Durata: 00:37:27
  • Disponibile dal: 22/10/1991
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore:

Fine millenovecentonovantuno. Tempi di scuole superiori, per chi oggi passa tranquillamente i trent’anni. Il CD era agli albori e dominavano ancora le musicassette. Il cosiddetto tape-trading, lo scambio di cassette copiate era l’unica via per diffondere popolarmente la musica estrema. Capitò fra le mani di chi scrive l’album in questione. “Ascoltali, il death metal è a una svolta”, fu il consiglio del latore di “Effigy Of The Forgotten”. Aveva pienamente ragione. Il debutto sulla lunga distanza dei Suffocation segnò uno spartiacque nel death metal. I cinque dimostrarono che era possibile coniugare la brutalità del metallo della morte con una tecnica estrema, innalzando il livello delle canzoni, della loro complessità non perdendo un minimo di cattiveria e di violenza, fattori che di fatto hanno sempre contraddistinto la loro carriera. L’ottima fattura dell’EP che ha preceduto l’album, “Human Waste”, non andò sprecata. Tre canzoni vennero riprese sull’album in questione, rilavorate parimenti a due tracce da uno dei loro demo. Quattro canzoni nuove di zecca completarono quella che ancora oggi è considerata l’opera magna dei Suffocation. Registrato anch’esso nei mitici Morrisound Studios (Scott Burns alla produzione, manco a scriverlo) l’album vede l’eccellenza della sezione ritmica, batteria e trame di chitarra che si intersecano alla perfezione e si coprono vicendevolmente quando c’è da arrangiare con degli ispiratissimi solo. E poi la voce di Frank Mullen (ma c’è anche George Fisher dei Monstrosity-Cannibal Corpse a contribuire come backing vocalist) brutale come poche altre all’epoca e marchio inconfondibile dei Suffocation. E poi le canzoni. L’apertura è affidata a “Lieve Of Inveracity”, che contiene forse il break più potente del death metal. La parte finale del brano non verrà mai più eguagliata da alcuni in quanto a pesantezza. La titletrack è esempio di pura brutalità, così come “Infecting The Crypts”, uno dei brani cardine della loro discografia, capace di coniugare perfettamente la velocità ai break cadenzati, lunghi, ossessivi e pesanti, dove si staglia Mullen col suo vocione. Seguono ripartenze a raffica per la gioia degli amanti del drumming a tutta velocità e tecnica. Dopo altri brani tritaossa, “Effigy Of The Forgotten” si chiude con “Jesus Wept” , altro pezzo di storia dei Suffocation che contiene le uniche tracce di melodia alla sei corde. Pezzo fantastico da ascoltare, contemplare e tramandare ai posteri, come del resto tutto l’album, un autentico pezzo di storia del death metal.

TRACKLIST

  1. Liege Of Inveracity
  2. Effigy Of The Forgotten
  3. Infecting The Crypts
  4. Seeds Of The Suffering
  5. Habitual Infamy
  6. Reincremation
  7. Mass Obliteration
  8. Involuntary Slaughter
  9. Jesus Wept
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