SUICIDAL ANGELS – Division Of Blood

Pubblicato il 24/05/2016 da
voto
7.5
  • Band: SUICIDAL ANGELS
  • Durata: 00:35:35
  • Disponibile dal: 05/27/2016
  • Etichetta: Noiseart Records
  • Distributore:

Potremmo discernere per ore sulle evoluzioni, sulle idee nuove, sullo snaturamento o la stantia riproposizione-tributo di bla bla bla. Poi mettiamo in play e “Capital of War”, opener del nuovo full length dei Suicidal Angels, ci prende a mitragliate sulle gambe con uno di quei rari casi di tempesta perfetta: canzone velocissima, riffing chirurgico, parti vocali perfette, passaggio centrale a mid tempo e ritornello da urlare live. Il ritorno dei greci riconferma una band che suona imperterrita come i Sodom comandano ma con un’autonomia pazzesca nel proprio comporre thrash metal così come il thrash va fatto, dimostrando – va detto – un groove ed una sicurezza molto più marcate rispetto a dischi come “Bloodbath” o “Divide and Conquer”, che condannavano i Nostri ad essere dei cloni meno incazzati degli Slayer. Andiamo avanti, e si va di bene in meglio. I riff della title track sono taglienti e restano in testa dopo mezzo ascolto, e la sensazione è proprio quella che avete quando tirate fuori dal cassetto dei ricordi “Eternal Devastation”, “Persecution Mania” o “Eternal Nightmare”. Perché si tratta di un album suonato, ragionato e composto come una volta, e tanti saluti a produzioni moderne, commistioni tra generi e copertine che non siano esattamente un fumettone con marcescenti angeli della morte e soldati zombie (e non per niente dietro alla cover di “Division of Blood” c’è Ed Repka, già ai pennelli per Toxic Holocaust, Possessed, Vio-Lence). Stupisce trovare una band tanto fresca e concisa nella costruzione dei brani, anche alla luce dei precedenti lavori che si assestavano, come detto, su una celebrazione di genere piuttosto convenzionale, e si prosegue tra alti (molti) e pochissimi bassi, soprattutto verso il finale dove le munizioni rimaste sono quelle un po’ più canoniche e ripetitive, ma l’assalto di pezzi come “Eternally to Suffer” o “Set The Cities on Fire” (con la sua chiusura che non potrebbe essere più celebrativa di così del Sodom sound) o ancora “Image of The Serpent” – saggiamente scelta come singolo, vista una certa indipendenza al suo interno – hanno lasciato più corpi che prigionieri, e quindi tanto ben venga un finale un pelino meno diretto e più incentrato magari sull’epica (nel riffing e nella forma canzone, più che altro) come “Of Thy Shall Bring The Light”. In sostanza, gli ateniesi hanno tirato fuori un disco di thrash piuttosto imprescindibile per un thrasher e che potrebbe essere tranquillamente uscito nel 1987; il che non vuol dire, attenzione, peccare per quanto ad originalità: giri di chitarra ed assoli sono a modo loro freschi, all’interno del proprio circuito, la sezione ritmica è serrata e autrice di una prova eccellente e non ci sono scopiazzature bensì un forte rispetto nel ricalcare degli stilemi che sono – quelli sì – sempre gli stessi, ma sarebbe come lamentarsi che un gruppo power faccia cavalcate con la doppia onnipresente e i cori. Prendete questo disco e godetevi una mazzata che riesce ad ergersi, grazie all’enorme ‘tiro’ che sprigiona, all’interno di uno dei panorami più affollati di sempre, rischiando anche di venir ben ricordato a fine anno, almeno nel thrash. Buon ascolto.

TRACKLIST

  1. Capital of War
  2. Division of Blood
  3. Eternally to Suffer
  4. Image of the Serpent
  5. Set the Cities on Fire
  6. Frontgate
  7. Bullet in the Chamber
  8. Cold Blood Murder
  9. Of Thy Shall Bring the Light
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