
7.0
- Band: SUICIDAL TENDENCIES
- Durata: 00:56:20
- Disponibile dal: 30/09/2016
- Etichetta:
- Suicidal Records
- Distributore: Goodfellas
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“World Gone Mad” è il dodicesimo disco in studio dei Suicidal Tendencies, ormai una vera istituzione, una band che da oltre trent’anni porta avanti fiera la sua proposta musicale. A dire il vero oggi l’unico membro originale è il leader Mike Muir, del quintetto sono ben tre le new entry che quest’anno hanno rinfoltito la line-up, ovvero il chitarrista Jeff Pogan, il bassista Ra Diaz e dietro le pelli niente meno che Dave Lombardo, storico ex martellatore di Slayer , protagonista di mille progetti e in questi mesi impegnato anche con i Misfits nel loro tour di reunion. Il nuovo lavoro si apre con la tiratissima “Claps Like Ozzy”, dove punk e hardcore si fondono per dar vita ad una vera mazzata sui denti di quattro minuti. Il midtempo “The Degeneration” rallenta subito la frenesia dell’ascolto e, a dire il vero, smorza un po’ i bollenti spiriti in quanto non particolarmente ispirata. Ci pensa però “Get Your Fight On!” a riportare i Suicidal Tendencies sulla giusta carreggiata, perché dopo un incipit melodico ed atmosferico, il pezzo parte in quinta con un grande piglio heavy metal. Gran parte del merito di questa esplosione di potenza è di Dave Lombardo, che con il suo inconfondibile tocco riesce a donare un mood assolutamente metallico, al limite del thrash alla musica degli americani. La title track non brilla di luce propria, qui spicca la vena più crossover di Muir e compagni, con un drumming dalle tinte funk, ma alla fine il pezzo non riesce a decollare. A dirla tutta, “World Gone Mad” trova i momenti migliori nelle sue parti più heavy, vedi “Happy New After”, canzone sorretta da una convincente sezione ritmica, o “One Finger Salute”, altra sfuriata totale di hardcore, ma dal retrogusto motörheadiano che dal vivo siamo certi scatenerà un pogo sfrenato. C’è spazio anche per due estratti lenti ed atmosferici (“Still Dying To Live”, “This World”) senza infamia e senza lode, che chiudono il disco non proprio in bellezza. Durante tutto l’ascolto, non possiamo non notare una costanza altalenante nella qualità dei pezzi, alcuni davvero dinamitardi e coinvolgenti, altri più piatti e privi del piglio a cui la band da sempre ci ha abituato. A conti fatti, però, “World Gone Mad” supera abbondantemente la soglia di salvezza e si dimostra un disco di discreta qualità, che sicuramente verrà apprezzato dai fan e che conferma il buon stato di salute di questi dinosauri sempreverdi.