SUMMONING – Stronghold

Pubblicato il 11/05/1999 da
voto
8.5
  • Band: SUMMONING
  • Durata: 01:04:20
  • Disponibile dal: 11/05/1999
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

“Stronghold” è uno dei migliori album dei Summoning e in assoluto una delle più affascinanti testimonianze del black metal capace di rapire la fantasia e trasportare l’ascoltatore all’interno di un mondo immaginario. Le aspettative su questa release erano grandissime perché in precedenza il duo viennese aveva già realizzato un paio di capolavori, ma Silenius e Protector raramente deludono le attese e hanno qui dimostrato di avere classe da vendere oltre a possedere anche un certo gusto raffinato. Già, perché le atmosfere di “Stronghold” sono sognanti, a tratti delicate, le melodie sono più dolci che in passato e alla fine questa release ancora a distanza di molti anni risulta essere la più elegante dei Summoning. I suoni sono leggermente migliori, sono più pieni senza raggiungere la saturazione, le chitarre sono fortunatamente ancora ben in evidenza e la cosa più importante di tutte è che il trademark del gruppo non è cambiato, ma si è rafforzato ulteriormente. Difficile, quasi impossibile, descrivere il vortice di emozioni che si crea nell’animo durante l’ascolto del mondo descritto su “Stronghold”, fatto di posti incantati, insidie nascoste, fortezze abbandonate, panorami da far restare a bocca aperta, un viaggio affascinante come uno di quelli descritti da Tolkien, ancora fonte di ispirazione dei Summoning. Dopo l’intro “Rhûn”, è il momento di “Long Lost To Where No Pathway Goes” che inizia con uno dei più suggestivi accordi di tastiera che il black metal sinfonico abbia mai ideato, per non parlare dell’attacco geniale dei synth per la base ritmica e soprattutto il riff principale elaborato dalle chitarre. Dopo un inizio così bello è inutile chiedersi come possa suonare il resto dell’album, i Summoning sono ispiratissimi e questa fonte preziosa non si esaurisce durante l’ora di musica presente su questa maestosa release. I brani eccelsi infatti non mancano di certo. Una delle doti che questo gruppo possiede è quella di avere due cantanti di massimo rispetto che si alternano sui brani: in “The Glory Disappears” tocca allo screaming bestiale di Silenius e la scelta non poteva che essere più adatta per un grande brano come questo. C’è spazio anche per la (ormai ex) fidanzata di Protector, Tania Borsky, per arricchire con la sua bella voce un brano fatato ma dal mood decadente come “Where Hope And Daylight Die”. C’è spazio per tante emozioni su questo album, c’è il feeling malinconico di “The Loud Music Of The Sky”, ma c’è anche il senso di paura che domina su alcuni territori del mondo descritto da Tolkien come sul brano conclusivo della release. Nessuno come i Summoning ha saputo raccontare in musica l’oscurità descritta da uno dei più grandi scrittori dell’epoca contemporanea, nessuno ha saputo creare un modo di intendere il black metal come i Summoning. Band immensa.

TRACKLIST

  1. Rhûn
  2. Long Lost To Where No Pathway Goes
  3. The Glory Disappears
  4. Like Some Snow-White Marble Eyes
  5. Where Hope And Daylight Die
  6. The Rotting Horse On The Deadly Ground
  7. The Shadow Lies Frozen On The Hills
  8. The Loud Music Of The Sky
  9. A Distant Flame Before The Sun
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