SUMMONING – With Doom We Come

Pubblicato il 24/01/2018 da
voto
7.0
  • Band: SUMMONING
  • Durata: 01:04:58
  • Disponibile dal: 05/01/18
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Quando si parla di Summoning si entra automaticamente in una dimensione che è quasi parallela a quella della realtà quotidiana. Il duo austriaco ci ha abituati nel tempo ad un livello qualitativo molto alto nonché a release che rispettano determinati canoni e, di conseguenza, le aspettative di un pubblico fedele. Questo “With Doom We Come” non è dunque (almeno in questo) da meno dei suoi predecessori, continuando il percorso che unisce black metal ed epicità di matrice fantasy che Silenius e Protector hanno intrapreso ben venticinque anni fa. Il combo viennese ha creato un autentico sottogenere, che si è arricchito nel tempo di band che hanno ampliato questo filone, o che lo hanno semplicemente sfruttato, ponendosi più che altro come imitatori di questo particolarissimo modo di intendere la musica, indissolubilmente legata ai testi (in massima parte ispirati alle opere di Tolkien) che questa ha il compito di far vivere di colori e sensazioni. E’ anche per questo che il black metal (tendenzialmente semplice e ripetitivo) non è altro che il canovaccio sul quale si innestano suggestioni sinfoniche e melodie dal sapore medievale; chitarra, voce e batteria non sono mai in primo piano, ma poste sullo stesso livello – quando non sullo sfondo – delle tastiere, a creare un intreccio maestoso. Le aspettative verso il successore di due capolavori quali “Oath Bound” e “Old Mornings Dawn” non potevano quindi che essere altissime. I punti in comune con il lavoro che lo ha immediatamente preceduto sono molti, forse troppi. Quello che però lascia l’ascoltatore non completamente soddisfatto è la mancanza di pathos, di quella profondità che ha caratterizzato ogni nota di “Old Mornings Dawn”. E’ impossibile, alla luce di queste sensazioni, non prestare attenzione alle parole che Silenius ha speso nella ormai famosa intervista da poco rilasciata a Noisey (piattaforma musicale e costola di Vice). Alla sua uscita in molti si sono focalizzati sulle dichiarazioni apertamente antifasciste dei Nostri (anche se il gruppo aveva già espresso nel 2014 in maniera chiara il proprio antagonismo verso il black metal politicamente schierato a destra), mentre sul piano strettamente musicale veniamo a sapere che i pezzi del nuovo album sono nati quasi interamente da idee e riff che non avevano trovato posto sul disco precedente. Ecco quindi che quella vaga sensazione di ‘già sentito’, che si insinua man mano che si procede nell’ascolto trova, almeno parzialmente, una spiegazione pratica. E’ difficile segnalare alcuni brani rispetto ad altri, unica eccezione “Silvertine”, che spicca grazie ad una linea melodica particolarmente convincente e istantaneamente capace di farsi ricordare. Il resto del disco si assesta su un buon livello, però sostanzialmente privo di particolari guizzi compositivi ed emotivi. Questo ennesimo  viaggio nella Terra di Mezzo risulta quindi un po’ sbiadito e opaco, come se visualizzato attraverso una lente un po’ sporca. Non si tratta dell’ennesimo capolavoro (ed è fisiologico che sia così), ma “With Doom We Come” resta comunque un disco piacevole, che merita l’ascolto e che farà sicuramente felici i fan accaniti della band.

TRACKLIST

  1. Tar-Calion
  2. Silvertine
  3. Carcharoth
  4. Herumor
  5. Barrow-downs
  6. Night Fell Behind
  7. Mirklands
  8. With Doom I Come
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