SUN WORSHIP – Emanations Of Desolation

Pubblicato il 31/12/2019 da
voto
8.0
  • Band: SUN WORSHIP
  • Durata: 00:59:10
  • Disponibile dal: 18/10/2019
  • Etichetta: Vendetta Records
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Ora ridottisi a semplice duo, i Sun Worship colgono l’attimo con “Emanations Of Desolation” per ampliare la loro visione del black metal, dandoci in pasto quello che è probabilmente il loro miglior album. Se “Elder Giants” e “Pale Dawn” si configuravano come dei lunghi, tormentati assalti, in grado di coniugare la ferinità del black metal nordico, le riflessioni nordamericane del genere e stratificazioni di sludge e crust moderno (una cosa molto ‘tedesca’, d’altronde la band è di Berlino…), l’ultimo disco si permette di osare e andare oltre. Il taglio sonoro, l’impressione iniziale, non sono mutati chissà quanto, si ha sempre a che fare con un incedere marziale e incalzante, variato continuamente nelle armonie di chitarra per togliere monotonia e aumentare l’effetto ansiogeno; la voce, fattasi più cavernosa, carica di altra pressione e negatività, mentre la batteria fiorisce di partiture variegate, pur concedendo solo barlumi di ariosità. All’iniziale effetto stordente, marchio di fabbrica del gruppo, si affianca presto un’epicità di fondo assai vivida e il gusto per cavalcate possenti e irrefrenabili, che si dispiegano dopo tempi medi altrettanto iracondi, ma irretiti da un raziocinio e una relativa calma prima sconosciute.
Ogni singolo brano vive di piccole e grandi digressioni, presenta innumerevoli sfumature e si staglia come monumento di nero furore, a cui si accompagna una drammaticità che sa di band evoluta e ora non più così facilmente incasellabile nel solo black metal. Le intrusioni di voce pulita vanno poi a inglobare in una strana atmosfera sacrale le parentesi più quiete, arie mistiche stemperano il senso di digrignante risentimento e struggimento che l’intero “Emanations Of Desolation” porta con sé. Emergono analogie con compagini diversissime ma accomunate dalla stessa colossale amarezza, come i connazionali Ultha (con cui condividono attualmente il chitarrista, qui anche cantante, Lars Ennsen), i Morne, i Coffinworm, perfino i Tragedy. La bramosia di dolore, la spietatezza dei Sun Worship, non hanno subito alcuna scalfittura, restare travolti e disorientati dalla musica del duo è un attimo; non era invece così prevedibile che prendesse piede una tale solennità, che l’evocazione di scenari di sconfinata desolazione diventasse così efficace. Tracce come “Torch Reversed” e la pirotecnica, definitiva, “Without End”, vivono di rabbia altisonante e un ventaglio di emozioni sofisticate, contraddittorie e impastate in modi nient’affatto convenzionali, che non pensavamo i berlinesi sapessero maneggiare con tanta cura. Ad attacchi già di per sé annunciatori di leccornie (citiamo su tutti quello, torbidissimo, di “Soul Harvester”), seguono sequele di tormenti rifiniti con cura nelle partiture chitarristiche e in arrangiamenti essenziali, studiati per dare spinta assassina e tensione a ogni nota. Il risultato complessivo è una bomba di metal intelligente e brutale, violentissimo senza neanche minimamente avvicinarsi al caos, chirurgico senza perdere in calore e passionalità. È giunto il tempo che i Sun Worship escano dalla fitta nebbia underground in cui sono stati confinati finora.

TRACKLIST

  1. Zenith
  2. Void Conqueror
  3. Devoured
  4. Torch Reversed
  5. Soul Harvester
  6. Pilgrimage
  7. Coronation
  8. Without End
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