SUPERJOINT – Caught Up in the Gears of Application

Pubblicato il 20/12/2016 da
voto
6.0
  • Band: SUPERJOINT RITUAL
  • Durata: 00.33.42
  • Disponibile dal: 11/11/2016
  • Etichetta: Housecore Records
  • Distributore:

Phil Anselmo, invischiato per troppo tempo in diatribe extramusicali a seguito dello scandalo ‘white power’, torna a far parlare di sè per i giusti motivi attraverso il suo progetto Scour e, qualche mese più tardi, con una delle sue band più longeve e radicate, i Superjoint Ritual. La compagnia è quella di sempre – esponenti della musica estrema del profondo Sud per le quali fare schifo è un rigido dovere morale – con qualche piccola variazione sul tema: il nome diventa Superjoint per qualche bega legale, l’etichetta è ora la la Housecore (casa delle nefandezze di Phil da qualche anno a questa parte), escono Joe Fazzio ed Hank Williams III ed entrano Stephen Taylor e Jose Gonzalez (dritti dagli Illegals). La farina è sempre arrivata quasi tutta dal sacco di Phil quindi quel che gravita attorno ha importanza relativa, così come come vien da pensare che la qualità vera e propria del progetto, al cospetto del gigante della ‘Pantera legacy’, venga messa in secondo piano rispetto all’attitudine estrema ed underground del brand. Quasi tutti i sostenitori quindi saranno soddisfatti degli 11 pezzi di “Caught Up in the Gears of Application”, che recupera in scioltezza il decennio di pausa coi toni di un metal infuso di hardcore, negativo, ruvido, chiassoso e gravemente intossicato. Analizzando in maniera critica si parte bene con “Today and Tomorrow”, giocata su start/stop e ignoranza, per proseguire con il groove di “Burning the Blanket”, l’assordante “Ruin You” e la velocissima title track. Dopo “Sociopathic Herd Dillusion” a parere di chi scrive la raccolta comincia a perder colpi, complici episodi tirati per le lunghe (“Clickbait”, “Receiving No Answer to the Knock”) o semplicemente meno ispirati e generici (“Mutts Bite Too”), a volte pure un po’ sconclusionati (“Rigging the Fight”). Anche se Phil ha raggiunto l’immortalità artistica estremizzare la proposta non serve a coprire un’ispirazione altalenante che, soprattutto a confronto della doppietta 2002-2003, stenta a far male sul serio, nonostante intensità, sound e stile immutati. L’etichetta che metteremmo sulla cover reciterebbe: ‘Per chi non può fare a meno della sua dose di Anselmo che si massacra le corde vocali’.

TRACKLIST

  1. Today And Tomorrow
  2. Burning The Blanket
  3. Ruin You
  4. Caught Up In The Gears Of The Application
  5. Sociopathic Herd Delusion
  6. Circling The Drain
  7. Clickbait
  8. Asshole
  9. Mutts Bite Too
  10. Rigging The Fight
  11. Receiving No Answer To The Knock
3 commenti
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