SUPERNAUGHTY – Apocalypso

Pubblicato il 19/08/2025 da
voto
7.5
  • Band: SUPERNAUGHTY
  • Durata: 00:37:33
  • Disponibile dal: 22/08/2025
  • Etichetta:
  • Ripple Music

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Supernaughty, “Apocalypso”, due parole composte che già ci dicono parecchio su questa nuova uscita discografica oggi in esame.
‘Supernaughty’ è ovviamente un omaggio a “Supernaut” dei Black Sabbath, pezzo amatissimo di “Vol. 4”, che questo gruppo di livornesi storpia per sottolineare – al di là della loro devozione ai pionieri di Birmingham – un’indole sagace e impertinente.
“Apocalypso” invece indurrebbe a pensare a una rilettura in chiave escatologica e catastrofista di ritmi caraibici, il che potrebbe risultare anche interessante se fatta bene, ma qui si parla invece proprio della bellissima ninfa Calypso, che vive nella remota e sperduta isola di Ogigia, in cui si imbatte Ulisse dopo essere scampato ai vortici di Cariddi, secondo il racconto omerico dell’Odissea. Calypso tiene Ulisse prigioniero per sette lunghi anni, ammaliandolo con la sua bellezza e intelligenza e offrendogli il dono dell’immortalità. Ma l’eroe greco non si lascia sedurre, perché in cuor suo conserva il desiderio di ritornare a Itaca e riabbracciare la moglie Penelope e il figlio Telemaco.

I Supernaughty escogitano quindi un parallelo con l’emergenza sanitaria globale generata dalla pandemia, dove ciascuno di noi è stato un Ulisse imprigionato che anela alla propria liberazione.
Parole macedonia, sagaci doppi sensi e ardite allegorie sottolineano il carattere tipicamente labronico di questi adepti dello stoner più indiavolato e danno un tocco originale e personale all’album, che anche musicalmente presenta alcune peculiarità, pur rimanendo lontano da innovazione ed esperimenti.
Il quartetto sembra voler declinare il verbo kyussiano secondo le proprie qualità e preferenze, spingendo molto sul riffing serrato, sulla potenza delle chitarre e sulle affinità col suono grunge anni Novanta, e in questo possono ricordare ad esempio i californiani Sasquatch; i riff però virano molto sul metal, e allora vengono in mente gli ultimi lavori dei bravissimi greci 1000mods o delle vecchie glorie britanniche Orange Goblin, ma sono numerose le influenze che si possono riscontrare lungo questo “Apocalypso”, come ad esempio i Mastodon in “Amsterdamned”, i Queens Of The Stone Age in “Weird Science” o i Baroness in “Queen Of Babylon”.

Angelo Fagni si districa veramente alla grande tra chitarra ritmica e voce solista, e forma con il solista Filippo Del Bimbo una coppia d’asce assolutamente invidiabile nel genere. La sezione ritmica è energica e variopinta e rende giustizia all’estro creativo dei toscani; il basso di Luca Raffoni è sempre ben presente e bello rotondo, Alessio Franceschi picchia duro sulle sue pelli e dà un valore aggiunto alle canzoni.
Il contrasto tra il cantato, piacevolmente acuto e melodico e che può rimandare a seconda dei momenti a Josh Homme, Brann Dailor o Layne Staley, e il muro sonoro creato dalle chitarre è ben riuscito e di grande effetto; il rovescio della medaglia è che a volte i pezzi possono risultare leggermente slegati, ma quando la magia riesce i risultati sono esaltanti, come avviene ad esempio in “Poseidon” o ” Black Witch Mountain”, assolutamente ben congeniate; oltretutto c’è da sottolineare quanto la vicinanza alle jam di stampo settantiano sia un qualcosa di intimamente connaturato al genere e quindi più di tanto non si possa pretendere: a volte si perde un po’ il filo, ma i pezzi sono comunque concisi e non annoiano.

Formati a Livorno nel 2014, già autori di un EP autoprodotto e di due album di inediti pubblicati con Argonauta Records, i Supernaughty possono vantare, tra le altre cose, di aver aperto per gli High On Fire in una infuocata serata agostana del 2017 in quel di Castellina Marittima, sui colli pisani. Per il nuovo album hanno firmato con Ripple Records, mentre continua la collaborazione con Luca SoloMacello, che si è occupato nuovamente dell’illustrazione di copertina, all’altezza della precedente, acclamatissima, creata per “Temple”.
In generale non siamo lontani da quel disco uscito nel 2020: forse si riscontra una maggior accuratezza tecnica in fase di arrangiamento e registrazione e ancora più pesantezza metallica, volume ed esplosività, mentre il debutto “Vol. 1” risultava un po’ più distante sia dal punto di vista tecnico che stilistico; comunque, i livornesi mantengono la loro tipicità e sembrano voler continuare a cesellare il loro suono, non rivoluzionario, ma discretamente personale e sincero.
Forse ci si poteva aspettare qualcosa di più dal missaggio e mastering di Karl Daniel Lidén dei formidabili Dozer, ma anche così non ci può certo lamentare; come già sviscerato precedentemente, il songwriting pur se non sempre stratosferico è comunque di alto livello, e i Supernaughty possono andarne fieri, mentre noi siamo ben felici di goderci il risultato: quaranta incandescenti minuti perfetti per questa torrida fine estate 2025.

TRACKLIST

  1. Poseidon
  2. Black Witch Mountain
  3. Amsterdamned
  4. Weird Science
  5. Queen of Babylon
  6. In(O)culation
  7. King Again
  8. Apocalypso
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