SUPERSTITION – The Anatomy Of Unholy Transformation

Pubblicato il 29/06/2019 da
voto
7.5
  • Band: SUPERSTITION
  • Durata: 00:34:20
  • Disponibile dal: 21/06/2019
  • Etichetta: 20 Buck Spin
  • Distributore: Audioglobe

Con i Superstition, membri di Ash Borer, Vanum e Predatory Light si cimentano nella riscoperta di alcune vecchie matrici death e thrash metal, viaggiando spediti su una strada che li riconcilia con un suono più muscolare e più vicino alle origini del movimento estremo rispetto a quello tipico delle formazioni succitate. Ne viene fuori un disco molto concreto, che non si aggrappa mai alla maestosità black metal comunemente associabile all’operato di K.M. e L.S., prediligendo, al contrario, un’aggressività più diretta e insistente, attraverso efficaci composizioni che sembrano arrivare tutte da lontano, ora discendenti dei capisaldi dei primissimi Morbid Angel, ora degli esordi di realtà di culto come Mortem e Merciless. In una prova come “The Anatomy of Unholy Transformation” ovviamente non va cercata alcuna soluzione innovativa: il gruppo si presenta come una sorta di tributo al più velenoso death-thrash di una volta, con il solo extra di una produzione ben curata. L’impressione che i Superstition lasciano è tuttavia ampiamente positiva: regredire e cimentarsi in un sound primitivo sembra sempre facile, ma, a ben vedere, oggi non è da tutti interpretare una tale proposta con il giusto piglio, mettendo sul piatto riff tanto old school quanto ingegnosi e canzoni ben strutturate e colme di avvincenti cambi di tempo come quelle presenti nel lavoro in questione. Il disco, breve e particolarmente scorrevole, si dipana lungo i sentieri del più autentico death-thrash, con qualche escursione, qua e là, in territori prettamente slayeriani che di certo ben si amalgamano con l’impianto sonico complessivo. E’ apprezzabile la cura del dettaglio che pervade l’intero album, a testimonianza di quanto sia pregevole il background in possesso della band statunitense, che si rifa ai vecchi maestri evitando puntualmente sentori di copia/incolla e ingenuità, lasciando un’impronta ben riconoscibile soprattutto con episodi come “Spiritual Sunderance” e “Charnel Pleasures”. Un gradito ritorno alle origini e al più risoluto impatto metal per dei songwriter solitamente noti per le loro opere vaste e ambiziose.

TRACKLIST

  1. Unholy Transformation Pt. I
  2. Highly Attuned Beasts of the Dark
  3. Spiritual Sunderance
  4. Unholy Transformation Pt. II
  5. Passage of Nullification
  6. Torn in the Outer Lands
  7. Unreclaimed Blood (Phantom Swarm)
  8. Unholy Transformation Pt. III
  9. Charnel Pleasures
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