SVÄRD – The Rift

Pubblicato il 28/06/2020 da
voto
7.0
  • Band: SVÄRD
  • Durata: 00:24:09
  • Disponibile dal: 03/07/2020
  • Etichetta: Argonauta Records
  • Distributore: Goodfellas

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Gli Svärd nascono nel 2017, quando i due chitarristi Tim Nedergård e Björn Pettersson, entrambi negli svedesi In Mourning, si uniscono al loro ex bassista Pierre Stam ed all’amico di lunga Cornelius Althammer, batterista dei doomster tedeschi Ahab. Il loro EP di debutto “The Rift” vede la luce grazie alla nostrana Argonauta Records, con il lavoro al banco del mixer del noto produttore svedese Jonas Kjellgren (Hypocrisy, October Tide, Amorphis tra gli altri), è composto da cinque pezzi ed è lontanissimo da quanto suonato dalle band di provenienza dei singoli componenti: già dall’estetica del gruppo (camicie a quadretti, cappellini, pose alla Red Fang) e dalla bellissima e colorata copertina, ci si rende conto che, musicalmente, siamo più vicini al caldo umido del Sud degli Stati Uniti che alla fredda ed oscura Svezia. Ed in effetti questo disco trasuda sludge da tutti i pori: dopo la breve ed atmosferica intro “Halloweed Grounds”, che sembra registrata in una palude, è tutta un’esplosione di riff da lasciare senza fiato, con una batteria tellurica in particolare evidenza. Il punto di riferimento principale sembrano essere band come High On Fire, per la potenza di fuoco, e, soprattutto, Mastodon, per l’approccio molto stoner e il frequente uso corale delle voci. Tutti i pezzi sono pieni di groove e, mentre li si ascolta, è impossibile non scapocciare almeno un pò, pensando anche alla carica che potrebbero avere in sede live. C’è però un’altra grossa influenza che permette a questo disco di distinguersi dalle uscite dello stesso genere: l’heavy metal classico. Un pezzo come “Palaeocene Flames”, singolo di presentazione dell’album, non sarebbe mai potuto esistere senza gli Iron Maiden ed i loro intrecci chitarristici. Infine, ingombrante è anche la presenza della psichedelia, in ogni passaggio ma soprattutto nella conclusiva “The Portal”, un brano lungo, articolato, quasi prog nel suo dipanarsi tra parti più liquide ed esplosioni stoner, sempre avendo in mente la band di Atlanta, ma in questo caso nel suo periodo più sperimentale, era “Crack The Skye”. Sicuramente un ottimo antipasto, con molta carne al fuoco e che fa ben sperare in un prossimo full-length che confermi quanto qui ascoltato.

TRACKLIST

  1. Halloweed Grounds
  2. A Rift In The Green
  3. Palaeocene Flames
  4. The Burning Asylum
  5. The Portal
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