6.5
- Band: SVARTSOT
- Durata: 00:44:14
- Disponibile dal: 05/09/2025
- Etichetta:
- Mighty Music
Riecco gli alfieri danesi del folk metal con il nuovo e sesto album, intitolato “Peregrinus”: gli Svartsot sono un gruppo coerente e facile da capire così come è facile venir trascinati dal loro suono fiero ed epico.
Il nuovo album probabilmente è quello che gode della miglior produzione che il sestetto danese abbia mai avuto. Il metal e le parti folk vengono presentate dagli Svartsot al loro solito modo, perché la band, pur non essendo così famosa per la sua originalità, può però vantare un trademark ben consolidato e distinguibile: si sono fatti strada all’interno della scena folk metal, ma ancora oggi manca quel balzo in avanti a proiettarli nelle preferenze del pubblico metal.
Dopo il buon ed intelligente “Kumbl”, in cui venivano proposte in chiave metal i brani folk della tradizione nordica, stavolta la band ha cercato di mostrarci il meglio del proprio repertorio attraverso un vero e proprio pellegrinaggio all’interno del mondo folk metal.
Nel sound degli Svartsot di oggi si sente l’influenza di band come Thyrfing, quando i Nostri si fanno più cattivi (come ad esempio nel brano “Simplicitas”), ma in particolar modo dei Månegarm, con in più quel tocco folk più marcato ed un timbro talvolta giocoso e divertito.
Per gli amanti del genere, anche questa release è un prodotto di tutto rispetto, ma al quale manca quel quid per renderla davvero piacevole da sentire e risentire anche a distanza di tanto tempo.
La tecnica della band è buona e dai pur promettenti inizi si vede una certa crescita nel tempo, ma ancora non basta: ci sono alcuni momenti in cui il gruppo diventa un po’ ripetitivo nella formula proposta, mentre altre volte cerca soluzioni diverse, ma non propriamente azzeccate.
Dopo un primo brano che fa in sostanza da breve intro, arrivano subito i due migliori pezzi in cui si può apprezzare tutta la magia che gli Svartsot sono in grado di creare: “Communitas” e nella successiva “Simplicitas”.
“Libertas” è invece uno dei migliori brani folk metal scritti dagli Svartsot in tutti questi anni, perché qui l’equilibrio tra i vari elementi acustici e quelli metal è perfetto così come l’atmosfera creata.
Poi però iniziano alcune note dolenti che vanno un po’ a calmierare quanto di buono fatto fino a questo momento: è il caso di “Neglentia” un brano melodic death dal sapore svedese e con all’interno un coro che ricorda i norvegesi Einherjer, però meno ispirati.
Forse qui sta uno dei punti deboli della band: il voler inserire nuovi elementi nel proprio sound, ma facendolo in un modo quantomeno rivedibile. Nei brani successivi un paio di volte ci sono persino degli elementi folk dal sapore orientale che lasciano un po’ spiazzati gli ascoltatori.
Forse la sola “Via Dolorosa” è meritevole di attenzione nella seconda metà dell’album ed è un peccato perché stavolta gli Svartsot sono andati vicinissimi dal regalarci un album davvero buono di folk metal scandinavo. Dopo molti anni di attività questa band rimane discreta, ma non riesce a produrre un capolavoro memorabile: peccato.
