SWALLOW THE SUN – The Morning Never Came

Pubblicato il 02/02/2004 da
voto
8.0
  • Band: SWALLOW THE SUN
  • Durata: 00:56:34
  • Disponibile dal: 15/11/2003
  • Etichetta: Firebox Records
  • Distributore: Masterpiece

Probabilmente è dai tempi di quell’ultimo capolavoro targato My Dying Bride intitolato “The Dreadful Hours”, che in ambito doom non si ascoltava qualcosa di simile. A partorire questo album oscuro e sofferto, dal titolo emblematico “The Morning Never Came”, sono stati gli esordienti Swallow The Sun. Finlandia, terra dei ghiacci, fredda e ombrosa, come i sentimenti che traspaiono dall’ascolto di otto lunghi ed emozionanti brani scritti con il dolore cucito sul petto. Il paragone con i My Dying Bride ci può stare, anche se le tastiere qui sono meno percettibili, perché in tutti e due i casi abbiamo a che fare con un doom ricco di idee e soprattutto dinamico, lontano parente del doom più monolitico e minimale. L’uso delle tastiere ricorda i conterranei Ajattara, ma il feeling è solenne più che epico. All’interno della band figura M. Kotamaki, proveniente dagli assatanati Funeris Nocturnum, combo black metal che marcia a velocità impensabili per questi Swallow The Sun. Kotamaki si dimostra qui un valido cantante con una voce molto profonda ed incredibilmente simile a quella dei nostrani Dark Lunacy. Le melodie sono incalzanti e si stampano immediatamente in testa provocando subito delle immagini: colori freddi, scene quasi immobili che portano però verso un decadere inarrestabile. La lentezza dei brani accentua il carattere drammatico del songwriting di tutto rispetto e figlio prediletto della tristezza più disperata. Difficile scegliere quale portare sugli scudi tra i otto brani del cd, non ci sono mai cali di tensione anche se forse la parte centrale dell’album è quella più intensa. Un bellissimo pregio degli Swallow The Sun è quello di saper dar respiro alla propria musica: non doom/death metal claustrofobico quindi, ma un dolore che si irradia attraverso una landa già deserta e morta, divorando l’aria, contaminandola con note di dolore. Non siamo ai livelli catatonici dei Dolorian (finnici anch’essi), ma l’impatto è davvero molto simile. Per i ‘puristi’ del doom questi Swallow The Sun potranno sembrare troppo sofisticati e ruffiani nell’abbondare di riff melodici e momenti orecchiabili con le tastiere, ma è anche grazie a gruppi come questo che il doom metal può ambire a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore all’interno del mondo del metallo estremo. Un’altra dimostrazione questa, nel bene o nel male, di come i gruppi del profondo Nord sembrino davvero possedere una marcia in più e una visione della vita più cupa…

TRACKLIST

  1. through her silvery body
  2. deadly nightshade
  3. out of this gloomy light
  4. swallow
  5. silence of the womb
  6. hold this woe
  7. Under The Waves
  8. the morning never came
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