SWANS – My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky

Pubblicato il 21/01/2011 da
voto
7.5
  • Band: SWANS
  • Durata: 00:44:21
  • Disponibile dal: 23/09/2010
  • Etichetta: Young God Records
  • Distributore:

Ecco qua un ritorno gradito quanto inaspettato per una band che, anche se non propriamente “metal”, vantava uno dei sound più devastanti nella storia della musica indipendente degli anni ottanta. Un sound che ha generato prima, e ulteriormente influenzato poi, una intera stirpe di band deviate e tremendamente innovative, che hanno poi portato grandi contributi soprattuto ai mondi del black metal, del doom e dello sludge, del post-rock e il post-metal, e dell’industrial. Senza il suono Swans gente come i Godflesh, gli Ulver, i Neurosis, i Leviathan, gli ISIS, i Napalm Death, i Minsk, ecc. oggi neanche esisterebbe. Era l’inizio degli anni ottanta in una New York letteralmente assediata dal punk, quando Michael Gira e compagni (punk pure loro ma, come per i loro affini d’oltreoceano, i Killing Joke, qui si annidava anche qualcosa di tremendamente oscuro) cominciarono ad attirare folle sempre più numerose ai loro live show spietati. Live show che iniziavano con trecento persone e finivano con cinquanta anime corraggiose rimaste in piedi mentre fuori le ambulanze portavano via poveri spettattori con le orecchie sanguinanti – non è una metafora – o in preda a crisi di panico, e la polizia stava a bordo palco con la mano sulla spina. Poi si sa, entrata in formazione Jarboe e cominciata la relazione con Gira, il sound degli Swans si è fatto più intelligibile e rarefatto, diventando, a partire dalla fine degli anni ottanta, una sorta di sanguinario e romantico electro-blues-folk macerato nell’acido del noise e del post-punk newyorkese. Poi nel 1996 lo scioglimento. Gli Swans, ancora innegabilmente un fenomeno underground, in sordina tolgono il disturbo. Pochi se ne accorgono ma il vuoto è già palpabile. Oggi Gira torna con questo “My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky” in formazione semi orginale (ma non farebbe alcuna differenza poiché il solo e unico burattinaio di questa band stellare è e sarà sempre lui) senza la croce e delizia Jarboe, e con una ritrovata voglia di fare un gran casino e rispolverare quel sound bruciante e stordente che mancava da oltre vent’anni. Questo album è si il prodotto di un ormai cinquantenne che ha dedicato (tra Angels of Light e carriera solista post-Swans) gli ultimi due decenni della sua vita a suonare uno scarno e lugubre proto-blues folk ma, come si dice, il cane vecchio non dimentica mai i suoi vecchi trucchi, e infatti questo nuovo album se non ritorna proprio indietro a “Cop” e “Filth” poco ci manca, perché gli ossessivi tribalismi, il basso industriale martellante e le chitarre annegate in un baratro di delay e reverbero sono tornati e la fanno da padroni. Ci sono sempre quegli scarni minimalismi noise e roots con cui Gira riprende fiato qua e là nell’album, ma l’andazzo generale è quello di un ascolto conturbante e straniante creato da un mood apocalittico e da un wall of sound inimitabile, che apre gli occhi e fa capire parecchie cose sulle direzioni che ha preso un certo post-metal e un certo industrial negli ultimi anni. Senza questa band tanta gente starebbe a lavorare in fabbrica adesso, e questo album lo riconferma ancora di più. Rispetto assoluto.

TRACKLIST

  1. No Words/No Thoughts
  2. Reeling the Liars In
  3. Jim
  4. My Birth
  5. You Fucking People Make Me Sick
  6. Inside Madeline
  7. Eden Prison
  8. Little Mouth
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.