SWEET OBLIVION – Relentless

Pubblicato il 09/04/2021 da
voto
7.0

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Due anni fa nasceva il progetto Sweet Oblivion, nato dalla collaborazione tra Simone Mularoni, chitarrista dei DGM (nonchè produttore e proprietario dei Domination Studio) e l’ex cantante dei Queensrÿche Geoff Tate. Gli ottimi responsi ottenuti dal disco di debutto hanno fatto sì che questa creatura continuasse il proprio percorso artistico, concretizzato con il nuovo “Relentless”. Il team di lavoro è cambiato, ed assieme a Tate questa volta troviamo Aldo Lonobile, chitarrista di Secret Sphere e Death SS, ad occuparsi di songwriting e produzione. Il tocco di Lonobile emerge subito nella traccia di apertura “Once Again One Sin”, grazie ad un sound power/heavy metal moderno dalle forti tinte melodiche, disegnate dalle tastiere di Antonio Agate, un’altra vecchia conoscenza di casa Secret Sphere. Con “Strong Pressure” gli Sweet Oblivion richiamano fortemente lo stile dei Queensrÿche degli anni Ottanta – non a caso il ritornello ci riporta alla mente un brano come “Breaking The Silence”. Le chitarre di Aldo si destreggiano in sontuose parti soliste, tecniche e dal grande gusto per le melodie. “Let It Be” gioca sulle atmosfere suggestive create dalla prova vocale di un Geoff Tate in grande forma: anche qui lo stile Queensrÿche si mescola insieme al marchio di fabbrica della musica che siamo abituati ad ascoltare dal chitarrista italiano. Uno dei brani più interessanti dell’intero disco arriva con “Another Change”, un heavy metal dalle sfumature prog che si sposa perfettamente con la performance di Tate. Rispetto al precedente lavoro in studio, “Relentless” risulta meno nostalgico, più improntato verso un sound ‘europeo’ power/heavy. Su richiesta di Tate in persona è stato scritto un pezzo in cui il singer statunitense si mette alla prova con la lingua italiana: “Aria” infatti offre una solida parte ritmica nelle strofe, in un crescendo che esplode nel refrain cantato nella nostra madrelingua (nulla di clamoroso). La produzione di questo album è impeccabile, all’ascolto le canzoni possiedono suoni puliti e potenti che rendono bene a tutto volume. Ciò che forse manca a questo “Relentless” per fare il botto è quel paio di brani di caratura superiore, degni di essere chiamate ‘hit’ e di essere ricordati negli anni a venire. Un ritorno sicuramente di qualità, ma che non fa scattare quell’effetto di ‘fuochi artificiali’ necessario per scatenare l’esaltazione assoluta in chi sta all’ascolto.

TRACKLIST

  1. Once Again One Sin
  2. Strong Pressure
  3. Let It Be
  4. Another Change
  5. Wake Up Call
  6. Remember Me
  7. Anybody Out There
  8. Aria
  9. I'll Be The One
  10. Fly Angel Fly
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