SWEVEN – The Eternal Resonance

Pubblicato il 17/03/2020 da
voto
8.5
  • Band: SWEVEN
  • Durata: 01:00:30
  • Disponibile dal: 20/03/2020
  • Etichetta: Van Records
  • Distributore: Audioglobe

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“Sweven” dei Morbus Chron è uno degli album di culto dell’ultimo decennio. Avanguardia del rigoglioso scenario creativo del death metal svedese all’epoca della sua pubblicazione, ma anche epitaffio di una carriera conclusasi troppo presto. Robert Andersson, leader della suddetta, compianta, band, ha impiegato parecchio tempo prima di tornare sulle scene (anche perchè ad un certo punto è stato impegnato come frontman degli Entombed per la celebrazione del venticinquesimo anniversario di “Clandestine”), ma tale attesa è stata ripagata nel migliore dei modi: il progetto Sweven, già dal nome, è ideale e inebriante proseguimento del percorso artistico che lo ha preceduto. La Svezia rappresenta da sempre una landa florida nella scrittura di pagine fondamentali della storia musicale del nostro genere musicale preferito. Nel rinnovo di una tradizione artistica mai sfiorita, gli Sweven e questa loro opera di debutto, “The Eternal Resonance”, rappresentano una nuova iniezione di linfa vitale per questa ricercata area di nicchia.
Se l’ultima prova firmata Morbus Chron si era rivelata evoluzione – e punto di arrivo – coerente di un iter sempre più votato all’esplorazione di nuove sonorità, il nuovo capitolo della carriera del giovane Andersson non fa niente per occultare tale indole, offrendo una proposta multiforme e sostanzialmente atemporale, delineando una ipotetica parabola musicale che parte dall’implacabile energia ritmica e dalle asperità degli Autopsy per sfociare nella libertà di espressione, nelle risonanze e nelle divagazioni ardite ed inaspettate dei King Crimson, mantenendosi tuttavia a debita distanza da certo massimalismo ampolloso e dal culto del virtuosismo fine a se stesso.
Suddiviso in otto tracce, il disco mostra sin dalle prime battute la predilezione del chitarrista/cantante per le forme ‘aperte’ e per quelle composizioni ariose contaminate appunto da suggestioni provenienti da generi lontani dal death metal, condizione che gli consente di dare sfogo alla propria naturale propensione per la sperimentazione. “The Eternal Resonance” riprende le ansiogene ed espanse arie di “Sweven” e le eleva all’ennesima potenza, proponendo brani più lunghi, più strutturati e, al tempo stesso, più melodici e malinconici, a dispetto del sofferto e mistico growling di Andersson. Un prologo sognante è ormai marchio di fabbrica del songwriting del musicista scandinavo, ma dopo tale incipit l’ascoltatore solitamente viene condotto attraverso un continuo crescendo in cui le atmosfere, pur con ordine ed equilibrio, si fanno sempre meno dilatate, fino ad esplodere in un finale che cade in balia delle evoluzioni strumentali, in cui talvolta riescono a risplendere anche frammentarie nenie di tastiera, oltre alle consuete iniziative di chitarra e batteria.
Il cuore di questa fascinosa operazione artistica è insomma un sapiente e sorprendente crossover di sonorità ‘storiche’, siano esse death metal o progressive rock, attuato con estreme personalità ed ispirazione, per un risultato finale che a tratti – nell’interazione creativa fra strumenti, nel dispiegarsi para-psichedelico dei segmenti più estesi e nell’esplorazione intelligente di forme stilistiche ed espressive sofisticate e di varia natura – sa davvero di magico.
“The Eternal Resonance”, in pratica, è un debutto solo sulla carta: siamo effettivamente davanti ad un’opera che consacra definitivamente Robert Andersson come assoluto protagonista nel panorama underground death metal mondiale. Continueremo a pensare con dispiacere alla prematura fine dei Morbus Chron, ma questo nuovo progetto e canzoni incredibili come “The Sole Importance” ci permettono di riabbracciare un artista dalla creatività e dal gusto eccelsi.

TRACKLIST

  1. The Spark
  2. By Virtue of a Promise
  3. Reduced to an Ember
  4. The Sole Importance
  5. Mycelia
  6. Solemn Retreat
  7. Visceral Blight
  8. Sanctum Sanctorum
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