SWORD – Metalized

Pubblicato il 02/01/2019 da
voto
9.0
  • Band: SWORD
  • Durata: 00:34:37
  • Disponibile dal: 10/08/1986
  • Etichetta: GWR Records
  • Distributore:

Ci sono dischi che rappresentano la quintessenza del metal. SONO il Metal. Non c’è bisogno, per descriverli, di inserirli in un sottogenere, né di includere, per spiegarne la grandezza, riferimenti ad altre correnti sonore. Non vi sono contaminazioni degne di nota: quello che pulsa, trasuda, colpisce inesorabile è solo la forza incontaminata di chitarre graffianti, corazzate e attraversate da grandi melodie, di una voce potente e squillante, di basso e batteria durissimi e suonati con inventiva e rigore. Elementi che non sono tanto importanti per quello che comunicano di per loro, ma perché tutti assieme concorrono a forgiare canzoni magiche, gloriose, grondanti pathos ed emozionalità da ogni singola nota. L’esordio dei canadesi Sword fa detonare il suo verbo semplicemente dal titolo e dalla copertina: cosa c’è di più esplicito di una parola come “Metalized”? Cosa potrà mai contenere un’opera simile, se non un concentrato di heavy metal massiccio, incalzante, tuonante, una dimostrazione di forza erculea cui non sfugge un tocco di nobiltà e raffinatezza? Pochi dischi sanno essere così compatti, rifiniti perfettamente in ogni dettaglio, grintosi senza eccedere in sfoghi di rabbia belluina. Stilisticamente, per andare a trovare un termine di confronto appropriato, dobbiamo guardare al metal americano ottantiano, depurato di elementi thrash e speed metal. O meglio, si sente che gli Sword arrivano dal periodo storico cui appartengono – seconda metà anni ’80 – e che la musica che stanno suonando si è evoluta dall’essere un semplice indurimento di dettami hard rock e richiami alla NWOBHM; d’altronde, siamo anche ben distaccati dalle scorribande che nel 1986, anno di uscita di “Metalized”, fiorivano nel thrash, motivo per il quale, probabilmente, l’esordio dei ragazzi del Quebec rimase abbastanza trascurato. Il mercato stava guardando, velocemente, altrove, e nonostante l’album abbia un tasso di aggressività di tutto rispetto, il suo non-appartenere al filone all’epoca dominante giocò ineluttabilmente a suo sfavore. Una storia, se vogliamo, simile a quella dei comunque più famosi e duraturi Armored Saint, l’act con cui si notano le similitudini maggiori, per quel modo di rappresentare l’heavy metal con fierezza e determinazione, non sposando chiaramente alcuna scena.
Due, per chi scrive, i motivi principali per cui, con gli anni, il valore di “Metalized” è emerso con un’evidenza chiara solo a pochi al momento della sua pubblicazione: il riffing, un’enciclopedia di giri taglienti e martellanti che incorporavano fra tonnellate di acciaio singolari sfumature sleazy e rock’n’roll, inglobate in un sound denso e pastoso, dettagliato ed equilibrato; la voce di Rick Hughes, calda, sferzante, adattabile alle circostanze, disinvoltamente protesa a urli da screamer come a passaggi interpretativi. Però non vi è proprio nulla che non stia su standard d’eccellenza, perché il tambureggiare del duo ritmico Mike Larock (basso) – Dan Hughes (batteria, fratello di Rick) sostiene magnificamente e dà impeto ai due primattori, maestri d’intrattenimento lungo una tracklist che mette in fila solo hit. Brani che sono ognuno un inno al metal schietto, verace, scattante, con nessun altro scopo che quello di far alzare il volume dello stereo, esaltarsi, portare i pugni al cielo e scatenarsi fra sing-along ed headbanging forsennato. L’attacco cadenzato e le prime strofe di “F.T.W.” evocano un intero immaginario metallico, con un’accoratezza degna dei Manowar più esaltanti, fra macchine metalliche e ruote di fuoco: “Out of the night that’s where you appear / Long hair with leather and nothing to fear”. Chitarre e voce fomentano la tensione e chiamano a raccolta per combattere sotto un’unica bandiera, quella dell’heavy metal. Un discorso che prosegue imperterrito, immergendoci fra i pericoli della notte, evocando scenari fantasy/mistici avventurosi (“Children Of Heaven”) oppure portandoci a confronto con presenze oscure di cui non capiamo l’origine.
Gli influssi hard rock, preminenti nel successivo, riuscito anche se lievemente inferiore, “Sweet Dreams”, iniziano a palesarsi con gli ammiccamenti di “Stoned Again” e si intrufolano qua e là, regalandoci refrain spettacolari come quelli di “Where To Hide” e “Stuck In Rock”. La metrica di Hughes tiene perennemente viva l’attenzione, il singer canadese è un maestro nel caricare ogni parola di enfasi e incastonarla in un contesto che può rimandare a mondi di tenebra, orrore, dannazione, così come a colossali trionfi; ma senza abusare né in epos né in drammaticità, piuttosto utilizzando certi temi per rendere irresistibile l’intrattenimento. Rombanti come i migliori Saxon, sfacciatamente metallici come usavano essere i Judas Priest di un “Defenders Of The Faith”, agli Sword bastano meno di trentacinque minuti per sfornare il loro capolavoro. Chiuso dalla malignità di “Evil Spell”, richiamo al metal europeo più sulfureo, che porta il suo contributo all’unicità di un disco figlio del suo tempo, cui è impossibile trovare oggi un erede. La storia degli Sword proseguirà due anni più tardi con il già citato “Sweet Dreams”, mitigato di parte dell’ardore degli esordi e volto a un metal più ragionato e debitore sia dell’hard rock settantiano che delle facili melodie ottantiane. Un comeback per qualcuno anche superiore a “Metalized”, e purtroppo ultimo vagito discografico dei quattro. Negli anni 2000 la formazione originale è tornata in attività per sporadiche apparizioni live, alcune anche su suolo europeo, come quella al Keep It True tedesco del 2012. Chi li ha potuti ammirare, parla di una band ancora carica e coinvolgente, capace di dare rinnovato lustro al suo nobile passato. Di recente il gruppo ha annunciato l’ingresso nel roster della Combat Records e l’imminente pubblicazione di un nuovo album. Non sappiamo cosa aspettarci, ma la speranza di un ritorno, almeno parziale, ai fasti di “Metalized” e “Sweet Dreams” fa crescere in noi l’attesa…

TRACKLIST

  1. F.T.W.
  2. Children of Heaven
  3. Stoned Again
  4. Dare to Spit
  5. Outta Control
  6. The End of the Night
  7. Runaway
  8. Where to Hide
  9. Stuck in Rock
  10. Evil Spell
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