6.5
- Band: SYBREED
- Durata: 00:59:36
- Disponibile dal: 24/09/2012
- Etichetta:
- Listenable Records
- Distributore: Audioglobe
For tonight, God is a DJ. Cantavano così nel 1998 i Faithless, scalando le classifiche e infrangendo il secondo comandamento come oggi gli svizzeri Sybreed, i quali ipotizzano viceversa un entità superiore automatizzata. “God Is An Automaton”, questo appunto il titolo del quarto full-length del quartetto elvetico, riprende là dove il precedente “The Pulse Of Awakening” ci aveva lasciato, ovvero un cyber-industrial fatto di ritmiche compresse punteggiate da inserti elettronici e da un cantato in continua alternanza tra screaming e refrain ariosi. Poche le novità così come l’originalità della proposta, ma il songrwiting della formazione rossocrociata appare stavolta decisamente più a fuoco, dando vita ad una serie di pezzi incisivi – citiamo, tra le altre, l’opener “Posthuman Manifesto”, la danzereccia “The Line Of Least Resistance” e l’onirica title track – in grado di soddisfare palati famelici di groove cibernetico avvolto da sfumature eletcro-black. Detto dei progressi, restano ancora un paio di difetti ad impedire il definitivo salto di qualità, a partire da una tracklist ancora bulimica – un’ora di durata è difficilmente digeribile, soprattutto considerando una proposta musicale che non fa certo della poliedricità ritmica il suo principale punto di forza – e una produzione un po’ penalizzante nei confronti dei bassi. Tirando le somme, comunque, “God Is An Automaton” resta un dischetto solido, consigliato agli estimatori della band ginevrina così come ai fan dei vari Threat Signal, Mnemic, Fear Factory e, se mai esistessero, di degli ipotetici ‘Cradle Of Flames’ .
