SYMPHONY X – Symphony X

Pubblicato il 14/03/1995 da
voto
8.0
  • Band: SYMPHONY X
  • Durata: 00:53:34
  • Disponibile dal: 01/01/1996
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Universal

L’album omonimo di esordio dei Symphony X parte un po’ in sordina, in quanto viene inizialmente pubblicato solo in Giappone e solo un paio di anni dopo (quando già era uscito il secondo) riesce ad avere una più ampia diffusione anche nel resto del mondo. Il disco in questione presenta già diverse caratteristiche che metteranno in evidenza la band negli anni a seguire: parliamo anzitutto di un gruppo composto da musicisti virtuosi, a cominciare da Micheal Romeo, axe-man di evidente impostazione neoclassica, che riesce tuttavia a inserire il suo straripante chitarrismo in un songwriting solido e maturo, in grado di esaltare altresì uno straordinario tastierista quale Micheal Pinnella, per non parlare della magari non troppo appariscente ma certamente ottima sezione ritmica composta da Jason Rullo alla batteria (nomen omen dicevano i latini) e Thomas Miller al basso. Siamo nella metà degli anni ’90 e in quel periodo potevano sembrare quasi ovvi gli accostamenti con i Dream Theater di John Petrucci e Kevin Moore, tuttavia, almeno inizialmente i Symphony X mostrano un approccio meno tendente al prog, per quanto fossero certamente presenti elementi progressivi nella loro musica, più orientata però verso sonorità vicine al power o al metal neoclassico. Inoltre, il loro sound si presenta subito imponente sia per le suggestive atmosfere realizzate da Pinnella, sia per i cori maestosi (la band dichiarerà in tal senso il proprio amore verso i Queen) cantati dai membri stessi della band, che diventeranno presto un vero marchio di fabbrica del loro stile, comunque già abbastanza delineato, per quanto alcuni aspetti verranno ulteriormente elaborati e perfezionati nei dischi successivi. Una delle caratteristiche di questo primo disco da evidenziare è data dal fatto che il cantante è un tale Rod Tyler, che sarà il singer solista del gruppo su quest’unico album. Premesso che magari questi non regge il confronto con un personaggio come Russell Allen, neppure possiamo dire che il tanto bistrattato Tyler fosse proprio da buttare: la sua interpretazione riesce infatti a toccare note alte e riesce ad essere anche abbastanza espressiva, difettando un po’ semmai in quanto a potenza, specie nei pezzi più aggressivi. Diciamo che, a nostro avviso, Tyler era un buon cantante, ma Allen ha consentito alla band di compiere indubbiamente un ulteriore salto di qualità. Scendendo un po’ più nel dettaglio della tracklist, “Into The Dementia” è una breve traccia strumentale che però non è la solita intro inutile (come molto spesso purtroppo si ritrova all’inizio di tanti album), in quanto introduce effettivamente alcuni elementi che si potranno ascoltare nel disco, con Romeo che si mette subito in evidenza per il suo dirompente chitarrismo. Seguono dei brani davvero belli, quali “The Raging Season”, “Premonition” e “Masquerade”, nei quali i Symphony X definiscono una volta per tutte le caratteristiche del loro sound. Con “Absinthe And Rue”, la band si cimenta per la prima volta in un pezzo di più ampio respiro (la durata supera infatti i sette minuti), dando un assaggio del proprio lato più prog e introducendo con una certa facilità varie divagazioni strumentali. Su “Shades Of Grey”, invece, il quintetto americano si concentra più sull’aspetto melodico, tanto che potremmo considerarlo quasi una ballata, per poi ripartire decisa con altre tre tracce più dirette quali “Taunting The Notorius”, la bellissima “Rapture Or Pain” e “Thorns Of Sorrow”. La conclusiva “A Lesson Before Dying”, è invece una traccia più meditata, che alterna parti con arpeggi lenti ed atmosferici, con altre magari melodiche ma piuttosto ritmate: il tutto si articola però in oltre dodici minuti, dando così modo alla band di dare sfogo a tutto il proprio virtuosismo, virando altresì in maniera più decisa verso il prog. In conclusione, i migliori Symphony X si ascolteranno magari in futuro, ma questo loro album d’esordio è già un disco di tutto rispetto che non riuscirà a lanciarli per la sua scarsa distribuzione, ma nel quale si possono già ascoltare ottimi brani nonchè i prodromi di quanto si ritroverà nelle successive produzioni.

TRACKLIST

  1. Into The Dementia
  2. The Raging Season
  3. Premonition
  4. Masquerade
  5. Absinthe And Rue
  6. Shades Of Gray
  7. Taunting The Notorius
  8. Rapture Or Pain
  9. Thorns Of Sorrow
  10. A Lesson Before Dying
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