SYSTEM OF A DOWN – Mezmerize

Pubblicato il 31/05/2005 da
voto
8.0
  • Band: SYSTEM OF A DOWN
  • Durata: 00:36:51
  • Disponibile dal: 31/05/2005
  • Etichetta: Sony
  • Distributore: Sony

Inutile disquisire, troppe parole sono già state sprecate sul nuovo metallo, nascita, morte o effettiva esistenza del filone recentemente imploso sotto i colpi delle major. Tutti in ogni caso avrebbero scommesso sulla sopravvivenza degli armeno-americani sugli scudi della scena di fine nineties, arrivati senza minima fretta alla terza release in ormai dieci anni di attività (non si conteggia la raccolta “Steal This Album”, sin troppo pretestuosa). Dopo il capolavoro che è stato “Toxicity”, perla al di sopra di ogni aspettativa, la pressione e l’attesa per la nuova uscita si è fatta a dir poco febbrile, soprattutto dopo la decisione di far uscire un doppio album per manifesta iperproduttività in sala di incisione. Eccoci dunque dinanzi a “Mezmerize”, sin dal primo ascolto allineato sui registri tipici del combo, fatti di velocità, variegati spunti di squilibrata violenza, ariose aperture e mood folk etnici. Come ogni fuoriclasse che si rispetti non si può adagiare sugli allori dopo aver conquistato la vetta agonistica, e il combo si rimette in discussione con una fondamentale novità, la messa in luce dell’istrionico axeman Malakian, sempre più in cerca di attenzione, basti notare il cambio di estetica, da timido piccoletto nel debut a nano dannato e malefico, fino alla immagine da consumata rockstar da Sunset Boulevard. Malakian si inserisce come cantante in maniera prepotente, andando a diventare a tutti gli effetti seconda voce e prendendosi intere strofe tutte per sé, relegando il sempre eccezionale Tankian a impreziosire il sottofondo con ricamate melodie, sempre su livelli di indubbia eccellenza. Alcuni intrecci sono davvero ben riusciti, come nella melanconica ballad finale “Lost in Hollywood” o “Radio Video”, è palese però come Malakian con la voce anche un po’ stridula non riesca a regalare le emozioni di uno dei migliori e originali singer dell’ultimo decennio, profonda vibrante e vellutata, oltre che permeata da quel gusto esotico che rende grandi i System. Proprio questi sapori vengono meno nelle parti del chitarrista, unico neo di un album davverio vario e divertente, completo e ricco di spunti originali: è necessaria la ripetizione del termine “originale”, in quanto davvero nessuna band è attualmente in grado di assemblare talmente tante influenze in maniera così agile e naturale. Numerosissimi i cambi di tempo e di stile sin dalla schizoide “BYOB”, cori allucinanti e lisergici si innestano su riff di alta scuola, pregio fondamentale del sopracitato compositore protagonista, in grado di sintetizzare una gamma spaventosa di influenze, dai tardi seventies fino ad Iron Maiden e a chissà quali altre, semplicemente impossibili da citare per intero. La scelta di produzione degli strumenti, elettrica e non iperprodotta, è anch’essa indice dell’indipendenza da qualsiasi forma di trend stilistico… e non dimentichiamo che dietro la consolle c’è sempre il guru Rick Rubin (Slayer, ecc.). Testi assurdi e trovate demenziali (“Violent Pornography”,”This Cocaine…”) rendono immediati e piacevoli i pezzi, che riescono con la loro positiva carica a coinvolgere a più livelli e riprese. Reiterati ascolti, infatti, oltre a valorizzare la variegata complessità sottolineano il genio artistico che emerge in ogni singola track, anche quelle che al primo ascolto sembrano stupidi filler. Pacchianate come l’intro electro-dance  di “Old School Hollywood” sono in pochi a potersele permettere (i Mindless Self Indulgence per esempio resteranno sempre e solo dei buffoni!), e anche se non si arriva alle cime poetiche dei chorus di “Toxicity” l’ascolto è più che consigliato. Molti metaller li snobbano a priori, mentr è caldissimamente consigliato l’ascolto a tutti, anche a scopo puramente cognitivo, per non rischiare di perdere una delle più fresche e ispirate realtà attuali. Attendiamo il secondo tempo “Hypnotize” ora, predisposti positivamente da un’uscita eccellente come quella presa in esame. Da non ignorare.

TRACKLIST

  1. Soldier Side - Intro
  2. B.y.o.b.
  3. Revenga
  4. Cigaro
  5. Radio Video
  6. Cocaine Makes Me Feel Like I'm on This Song
  7. Violent Pornography
  8. Question!
  9. Sad Statue
  10. Old School Hollywood
  11. Lost in Hollywood
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