7.0
- Band: TAÄR
- Durata: 00:38:31
- Disponibile dal: 11/04/2025
- Etichetta:
- Soulseller Records
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“Catharsis Till Dawn” è l’album di debutto dei Taär, formazione con membri greci e svizzeri che militano in band come Anticreation, Burial Hordes, e Katafalk, e si muove nel solco di un black metal tradizionale piuttosto sanguigno e con il gusto per il riff portante.
Il loro suono richiama la scena degli anni ’90, con giri di chitarra affilati, blast-beat messi al posto giusto e un’atmosfera epica e guerresca: già il brano in apertura e primo singolo, “Celestial Carnage”, mostra un approccio diretto e aggressivo con delle gustose sortite chitarristiche e delle ripartenze molto classicamente vecchia scuola, ma la cosa si ripete durante il disco, come anche in “Feathered Echoes Of Wrath”, con dei rallentamenti piuttosto gustosi.
Non troviamo particolari innovazioni nel modo di scrivere dei Taär, ma non possiamo negare una resa tesa e deliziosamente malefica: il black metal di questi elvetico-ellenici non è esattamente di nicchia – va infatti a richiamare nomi arcinoti quali i Marduk anni Novanta, Necrophobic, Dark Funeral – ma riesce a non risultare stucchevole grazie ad un approccio alla scrittura che non disdegna di guardare all’heavy metal nella sua forma più globale (come tradiscono le trame chitarristiche quasi thrash che irrompono in “Undead’s Turn” o l’incedere trionfalmente marcio di “The Impaler’s Triumph”).
Non mancano anche momenti meno forsennati (“Perpetual Descent”, con quella sua allure celticfrostiana nel suo incedere) e più volti ad un groove marziale e ieratico. Stiamo parlando di una rielaborazione molto onesta e volutamente non originalissima di codici già ampiamente studiati e sviscerati da molta gente prima dei Taär, ma l’esecuzione è funzionante e, complice anche una durata essenziale (nove brani per meno di quaranta minuti), sembra davvero di rivivere emozioni di dischi underground che non hanno per forza resistito alla prova del tempo, rimanendo comunque totalmente afferenti all’underground black metal, con un album magari meno avventuroso di altri ma molto compatto nelle sue potenzialità stilistiche.
L’impressione che ci danno i Taär in definitiva è quella di un gruppo tipicamente da ‘pomeriggio inoltrato di un festival europeo’ di cui finiremo anche per comprare il CD al banchetto merch a fine esibizione; conviene, quindi, prendere nota.
