TAILGUNNER – Guns For Hire

Pubblicato il 01/08/2023 da
voto
7.5
  • Band: TAILGUNNER
  • Durata: 00:48:07
  • Disponibile dal: 14/07/2023
  • Etichetta:
  • Fireflash Records

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Dopo aver parlato del loro EP “Crashdive”, siamo ora pronti a entrare nel merito del primo full-length ad opera dei classic metaller britannici Tailgunner, intitolato “Guns For Hire”, con ovviamente la speranza che le buone aspettative gettate dalla loro opera d’antipasto possano trovare un fondamento pratico in questa produzione.
Facciamo a meno di dirvi che l’originalità non è propriamente il fulcro dell’opera, ma essa ha comunque una propria particolarità, parzialmente contaminata con qualche trovata musicale contemporanea, anche se appare palese, ascoltando la moltitudine di melodie, riff e sfoggi vocali che il target del prodotto, principalmente, siano gli amanti di gente come i Judas Priest e, soprattutto, gli Iron Maiden, che ricordiamo avere nel proprio repertorio una canzone intitolata propria “Tailgunner”. Con un po’ di fantasia, potremmo dire che questo sia l’album perfetto per i giovani che amano le sonorità ‘vecchie’ (virgolette obbligatorie).
La timida opener “Shadows Of War” ci lascia abbastanza indifferenti, con un incedere cadenzato e melodie anche troppo derivative, sostenute da un comparto ritmico leggermente fiacco, in totale contrapposizione con la successiva title-track, che invece ci fa strabuzzare gli occhi risvegliando l’estro più speed metal della band, portandoci alla mente anche realtà più recenti come gli Enforcer e persino chicche da intenditori del passato, come i sottovalutati Trojan, considerando la somiglianza con il loro inno “Chasing The Storm”. Discorso simile per “White Death”, capace di mantenere elevata la quantità di bpm insieme al comparto più adrenalinico ed aggressivo, il che rappresenta sempre un validissimo escamotage per fomentare l’ascoltatore in mancanza di trovate particolari; un pezzaccio heavy metal con tutti i crismi, con tutto il buono che da questo deriva, nonostante un riff principale un po’ troppo telefonato.
Procedendo con la setlist troviamo una più ‘maideniana’ “Revolution Scream”, cantata dal frontman Craig Cairns con una timbrica più pulita e limpida rispetto alle tracce precedenti, con un risultato che ci ha ricordato di quando, svariati anni fa, ci chiedevamo come sarebbe risultato Matt Tuck, voce dei più contemporanei e controversi Bullet For My Valentine, alla guida di una band di genere classico. Paragone che forse può far storcere un po’ il naso, ma vi stupirebbe la somiglianza timbrica che sussiste tra i due cantanti presi in analisi nel momento in cui si modera la componente più graffiante, parzialmente ripristinata nella successiva e ganzissima “Future Lost”, che adotta una parvenza quasi power metal enfatizzando ulteriormente la componente melodica, insieme ad un comparto ritmico più che tirato.
Questo andamento positivo prosegue anche con “New Horizons” e “Warhead”, entrambe ulteriormente orientate sull’accostamento tra velocità e melodia, favorendo in questo modo l’infiammazione dell’ugola e lo sviluppo dei muscoli del collo a suon di headbanging, il che ci stupisce non poco, se consideriamo la mediocrità assoluta della sopracitata traccia con cui l’album è iniziato, per poi migliorare drasticamente.
“Crashdive” e “Blood For Blood” ci avvicinano alla fine, ognuna a modo suo: la prima con un fare più rockeggiante, in linea con quanto fatto dai Grim Reaper, per intenderci, mentre la seconda dona un filo di epicità al retrogusto di stampo ‘maideniano’, che comunque non ci ha mai abbandonato davvero nel corso dell’ascolto. Il tutto prima di una suite conclusiva della durata di oltre otto minuti, altra caratteristica tipica delle uscite più attuali di genere heavy/power metal-oriented, con al proprio interno un valido ritorno all’andamento più cadenzato dell’inizio, seppur con risultati decisamente più gradevoli.
Così si conclude un full-length d’esordio più che sorprendente, seppur ancora pregno di alcune ingenuità, che ci auguriamo la band troverà il modo di aggirare e/o tramutare direttamente in qualcosa di personale, perchè è palese come i ragazzi abbiano qualcosa da dire, con un gusto generale classico, ma anche con più di un occhio strizzato ad una modernità velata, anche se non tutti potrebbero accorgersene. Come sempre, sarà il tempo a dire la sua.

TRACKLIST

  1. Shadows Of War
  2. Guns For Hire
  3. White Death
  4. Revolution Scream
  5. Futures Lost
  6. New Horizons
  7. Warhead
  8. Crashdive
  9. Blood For Blood
  10. Rebirth
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