TAKE IT IN BLOOD – Exit From Life

Pubblicato il 21/07/2026 da
voto
8.0
  • Band: TAKE IT IN BLOOD
  • Durata: 00:29:47
  • Disponibile dal: 12/06/2026
  • Etichetta:
  • Born Dead Collective

L’hardcore, come del resto il metal, ha sempre vissuto di cicli. Ci sono periodi in cui prevalgono determinate formule, altri in cui l’urgenza espressiva lascia spazio a dinamiche sempre più codificate, quasi prevedibili. In un contesto come quello attuale, dove breakdown, mosh part e ammiccamenti sembrano spesso seguire un copione prestabilito, l’esordio su lunga distanza dei Take It In Blood, “Exit From Life”, appare quasi come un corpo estraneo. Non perché reinventi il genere, ma perché recupera una forma di passionalità che non sente il bisogno di essere spettacolarizzata o confezionata per risultare immediatamente efficace.
Il quintetto francese propone un hardcore fortemente metallizzato, ma distante dai canoni oggi più in voga. Qui non si accumulano a forza stacchi studiati per far impazzire il pit né si rincorrono trovate ad effetto. Tutto punta invece a costruire un’atmosfera ostile, in cui ogni riff sembra nascere da un autentico desiderio di sopraffazione piuttosto che dalla ricerca dell’applauso facile. È una differenza sottile ma fondamentale, che rende “Exit From Life” un disco sorprendentemente credibile.

L’attitudine negativa può inevitabilmente richiamare quella dei famigerati Kickback, altra creatura nata nelle periferie francesi, ma il paragone si esaurisce quasi esclusivamente sul piano dell’approccio. Musicalmente i Take It In Blood guardano con decisione oltreoceano, recuperando la lezione anni Novanta dei primi Merauder, dei Cold As Life e dei Dmize. Il risultato è un hardcore pesante, che avanza con passo minaccioso, facendo leva su riff spigolosi e tempi cadenzati senza mai trasformare la pesantezza in un esercizio fine a sé stesso. Pur mantenendo un’atmosfera estremamente uniforme e coerente, la tracklist tuttavia evita accuratamente di appiattirsi. Dietro la coltre di ostilità che avvolge il disco si percepisce infatti una scrittura più ragionata di quanto possa sembrare a un primo ascolto: i riff cambiano pelle con una certa continuità, le ritmiche alternano sapientemente incedere marziali e improvvise accelerazioni, mentre ogni brano contribuisce a rafforzare un’identità comune senza mai dare l’impressione di replicare pedissequamente il precedente. C’è un’idea precisa dietro questa successione di episodi, un concetto di tensione che privilegia la costruzione dell’atmosfera rispetto alla ricerca del singolo momento a effetto.

Quando l’ansia accumulata necessita di sfogarsi, ecco affiorare qualche accelerazione dal gusto slayeriano, utile a rompere momentaneamente la cappa opprimente senza però compromettere la coerenza dell’insieme. Sono aperture misurate, inserite con intelligenza all’interno di una scrittura che preferisce lavorare sulla pressione costante anziché sulle montagne russe emotive.
Il vero punto di forza, tuttavia, è il mood: “Exit From Life” trasuda periferia parigina da ogni nota. Non c’è alcuna posa da strada, nessuna caricatura costruita per risultare “real”. Qui la sensazione è quella di trovarsi davanti a musicisti che questa rabbia la conoscono davvero e la riversano nelle canzoni con assoluta naturalezza. L’impressione è quasi fisica: i brani sembrano impregnati di cemento, tensione e disagio urbano, senza bisogno di proclami o slogan. L’attitudine è quella del classico “che cazzo guardi?”, ma elevata a linguaggio musicale. Una violenza che non cerca di essere simpatica, inclusiva o rassicurante. Al contrario, mette deliberatamente a disagio, ricordando come certo hardcore sia nato anche per questo: creare attrito, non consenso. In un’epoca in cui una fetta del genere sembra sempre più coinvolta in dinamiche mainstream e condizionata dalle tendenze del momento, una proposta tanto ruvida assume il valore di una presa di posizione.

I Take It In Blood quindi probabilmente non diventeranno mai la band che mette tutti d’accordo. Anzi, è facile immaginare che il loro approccio finisca per alienare una parte del pubblico più abituato alle scorciatoie offerte da un lato dell’hardcore contemporaneo. Ma è proprio questa indisponibilità al compromesso a rendere “Exit From Life” un debutto tanto convincente. Un lavoro feroce, credibile e animato da una pericolosità che oggi si incontra di rado.

TRACKLIST

  1. Toe Tag
  2. Don't Care
  3. Drowned in Deceit
  4. Alone with your Sins
  5. Payback
  6. Dirge
  7. Natural Born Killaz
  8. Inner Voices
  9. Clout' Chasin'
  10. Wilted Flowers
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.