TANITH – In Another Time

Pubblicato il 11/06/2019 da
voto
7.5
  • Band: TANITH
  • Durata: 00:43:55
  • Disponibile dal: 24/05/2019
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe
Se è vero che, spesso, quando si pensa all’età dell’oro dell’heavy metal il pensiero corre immediatamente agli anni Ottanta, è altrettanto vero che gli anni precedenti al 1980 sono stati altrettanto splendidi per gli appassionati di un genere dai confini ancora poco definiti. Lontani dalle rigide classificazioni nate successivamente, molte band venivano associate al termine heavy: formazioni come Uriah Heep, Wishbone Ash e Blue Öyster Cult; le chitarre gemelle dei Thin Lizzy, così influenti per gli anni a venire; per non parlare dei Judas Priest, già attivi con capolavori come “Sad Wings Of Destiny” o “Sin After Sin”.
Non stupisce, quindi, il desiderio di diverse formazioni odierne di andare alla riscoperta di quel sound proto-metal, ricostruendo in maniera fedele lo stile che avremmo potuto ascoltare nell’hard rock della fine degli anni Settanta. Tra i più promettenti esponenti di questo viaggio nostalgico ci sono senza dubbio i Tanith, formazione statunitense composta per gran parte da musicisti che, in quegli anni, non erano ancora nati (o erano al massimo dei bambini), a cui si affianca un vero e proprio veterano come Russ Tippins dei Satan. Con invidiabile naturalezza, i Tanith prendono in mano le sonorità delle band citate in apertura, lo arricchiscono con una vena di N.W.O.B.H.M. e confezionano un disco che, nel suo essere romanticamente retrò, farà felici tutti i fan della vecchia scuola.
Il merito di essere riusciti a confrontarsi con il passato senza esserne soverchiati può essere ricercato su più fronti. In primo luogo nella scrittura fluida, ben bilanciata, dal taglio melodico efficace: la sensazione lasciata da “In Another Time” non è quella di una pallida imitazione, bensì di un sentito omaggio verso un tempo passato ma non per questo dimenticato. Un altro punto a favore arriva invece dall’uso della doppia voce, maschile e femminile: le parti vocali, infatti, vengono divise equamente tra Russ Tippins e la bassista Cindy Maynard. Nessuno dei due può dirsi un virtuoso, ma anche in questo caso l’ottima qualità delle linee melodiche e l’armonia tra i due timbri riescono a fare la differenza, risultando perfettamente integrati nella strada strumentale e nell’atmosfera generale dell’album. Infine non possiamo fare a meno di citare un aspetto che abbiamo trovato particolarmente azzeccato: ad affiancare l’energia e la forza espressiva del metal primigenio troviamo dei misurati momenti che sfociano nel progressive rock e nel folk. Coerente con l’atmosfera fiabesca e magica evocata anche dalla copertina, i Tanith si avvicinano idealmente a certi lavori dei Jethro Tull o alle pennellate bucoliche dei Led Zeppelin delle sessioni di Bron-Y-Aur. Una piacevolissimo debutto, quindi, magari non dotato di quella deflagrante forza dirompente che caratterizzava i lavori da cui trae ispirazione, ma capace di coinvolgere, trasportando l’ascoltatore in un tempo e in un luogo incantato.

TRACKLIST

  1. Citadel (Galantia Pt. 1)
  2. Book Of Changes
  3. Wing Of The Owl (Galantia Pt. 3)
  4. Cassini's Deadly Plunge
  5. Under The Stars
  6. Mountain
  7. Eleven Years
  8. Dionysus
  9. Under The Stars (Reprise)
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