TANK – Filth Hounds Of Hades

Pubblicato il 21/12/2019 da
voto
8.5
  • Band: TANK
  • Durata: 00:38:25
  • Disponibile dal: 01/03/1982
  • Etichetta: Kamaflage Records
  • Distributore:

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Una volta, quarant’anni fa per l’esattezza, c’era una band chiamata Tank. Un carro armato inglese, carico di speed metal, macinante NWOBHM, targato Motörhead. Un ‘tank’ originale che nel tempo ha tuttavia perduto la sua vera identità, tanto che oggi, dopo numerosi cambi di line-up, di quella prima formazione a tre non vi è rimasto più alcun componente. Ma torniamo al 1980, quando Algy Ward, già bassista dei The Damned, assoldò i fratelli Brabbs, Peter e Mark, per sparare sulla folla londinese un concentrato ultradiretto e tagliente di metal energico e grintoso, nel quale guerra, donne e birra facevano capolino tra i testi a supporto. Un progetto che, pur avendo l’etichetta di Lemmy & Co. stampata a caratteri cubitali, trasudava comunque di singolarità proprio per la scarica emotiva che il power-trio riusciva a trasmettere. A conferma di quanto appena scritto arrivò, a due anni dalla messa in moto del cingolato anglosassone, l’esordio sulla lunga distanza prodotto, manco a farlo apposta, da Fast Eddie Clarke. Piazzato sugli scaffali metallici dalla più che sconosciuta Kamaflage, “Filth Hounds Of Hades” presenta in copertina tre lupi furenti e bavosi pronti ad addentare l’orecchio del metallaro di turno. Ora, per capire in modo rapido ed esaustivo l’euforia made in speed dei Tank, si potrebbe skippare direttamente sino alla traccia numero sette quando il terremoto ritmico messo in atto dalla batteria di Mark Brabbs mitraglia la trascinante “Turn Your Head Around”, simbolo dell’headbanging più sano, caotico e sudorifero. Ma l’esordio del terzetto inglese è un vero compendio delle sonorità esplose all’inizio del decennio ottantiano: tracce di punk si mischiano a riff più articolati sollevati dalla neo NWOBHM. Un mix che si rivela tanto nella resa strumentale quanto nella prova vocale dello stesso Ward.
Basterebbe in effetti l’intro dell’opener “Shellshock” per capire che uno degli obiettivi dei Tank era anche quello di divertire divertendosi. L’urlo tribale a mo’ di marcia indiana ad anticipare il ‘Wakey Wakey’ è a dir poco bizzarro, come altrettanto vigorosi sono i riff scandagliati lungo tutto il primo dei dieci brani presenti in tracklist. Quasi come se una spina elettrica ci venisse impiantata proprio lì: una scossa martellante che amplifica la sua frequenza durante la successiva “Struck By Lightning”, contornata da una linea d’impianto deviata e ubriacante. Il tempo di un respiro (mezzo, diciamo) e la più stradaiola “Run Like Hell” ti fa sedere un attimo sullo sgabello per gustare una buona birra. A proposito di alcool, “Blood, Guts And Beer” si evolve come un treno in corsa dalla velocità moderata, contrassegnata da una strofa più tempestiva, sulla falsariga della motörheidiana “We Are The Road Crew”, qui con ritmiche meno ossessive. Di pause in “Filth Hounds Of Hades” ce ne sono in realtà poche: tra queste possiamo citare l’ammaliante “That’s What Dreams Are Made Of”, in cui la chitarra di fratello Peter segna il passo con una melodia pungente e trasognata: la giusta preparazione allo sconquassamento generale della già menzionata “Turn Your Head Around”. Immaginatevi di essere all’interno di una birreria e venir continuamente lanciati da una parte all’altra del locale, mentre il buon Ward sbraita a squarciagola il titolo stesso del pezzo. Fantastico. Il maggior contatto con le nuove tinte della British Heavy Metal arriva con “Heavy Artillery”, dove un certo rimando ai Maiden riaffiora qua e là. L’abilità del trio britannico, come scritto, è stata proprio quella di non dare nulla per scontato, e con l’indagatrice “Who Needs Love Song” la band smorza notevolmente i tempi elaborando una trama più cadenzata e, a conti fatti, meno ispirata. Poco male. A spazzare via ogni sorta di indugio ci pensa la titletrack, un brano che, più degli altri, rappresenta l’incedere monolitico del Tank sound, grazie alla sua linea ipnotica e tambureggiante. Ma la festa non è ancora terminata perché il pezzo ‘folle’, soprattutto per il testo, deve ancora arrivare: “(He Fell In Love With A) Stormtrooper” chiude l’esordio del Carro Armato londinese nella maniera più singolare; ad arricchire, infatti, l’andamento cazzuto e grintoso ci pensa la storia strampalata narrata da Ward. Un debutto esaltante che lanciava i Tank sui binari di una carriera che avrebbe sì esploso altri colpi importanti, come “Power Of The Hunter” e “Honour & Blood”, ma che non avrebbe avuto la tanto attesa continuità. C’erano una volta i Tank, ed erano incazzati come lupi. “Filth Hounds Of Hades”: un scarica di speed in salsa New Wave Of British Heavy Metal. Da avere!

TRACKLIST

  1. Shellshock
  2. Struck By Lightning
  3. Run Like Hell
  4. Blood, Guts And Beer
  5. That's What Dreams Are Made Of
  6. Turn Your Head Around
  7. Heavy Artillery
  8. Who Needs Love Song?
  9. Filth Hounds Of Hades
  10. (He Fell In Love With A) Stormtrooper
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