TARLUNG – Axis Mundi

Pubblicato il 30/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: TARLUNG
  • Durata: 00:38:43
  • Disponibile dal: 30/01/2026
  • Etichetta:
  • Argonauta Records

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Il percorso artistico dei Tarlung non inizia certo con il nuovo arrivato “Axis Mundi”: la genesi della band viennese risale infatti al 2013, tredici lunghi anni colmati fino ad oggi con tre full ed alcune uscite minori che hanno permesso loro di affinare il proprio pachidermico stile fino all’ultima uscita, pubblicata dalla nostrana Argonauta Records e massima espressione, almeno fino ad oggi, del loro concept musicale fatto di distorsioni granulose, tempi pesanti ed incursioni massive negli aridi territori dello sludge e del doom metal.
Assimilabili per sommi capi alla famiglia della ‘musica lenta’ per antonomasia, i Nostri sfruttano però le otto tracce della loro ultima fatica per declinare questa generica definizione verso lidi diversificati, non necessariamente riconducibili alle estremizzazioni più radicali che i generi sopracitati hanno vissuto negli anni passati.

La tensione vibrante e circolare di “Static Noise” sembrerebbe indicare un percorso destinato ad inasprirsi, ma già “The Valley Of Nowhere”, con la sua introduzione morbida, o le derive post-grunge di “Burning Out” sembrano mostrare invece un’indole più placida, quasi delicata, su cui si basa di fondo il costrutto musicale dell’intero “Axis Mundi”.
Da qui in poi, ogni pezzo presenta degli spaccati decisamente melodici e molto accessibili, destinati a diventare più minacciosi nell’avanzare dei brani ma senza mai raggiungere vette di esasperazione accomunabili ad una concezione estrema. Con fare pacato, i Tarlung puntano piuttosto alla costruzione di brani solidi – memorabili, per certi versi – in grado di mantenere sempre un approccio graduale e non forzato alla composizione.
Lo dimostrano ad esempio le battute rilassate di “Swans”, aggressiva ma non troppo, o ancor più i giri delicati di “Full Circle”, ancora una volta vicini ad una concezione lievemente melanconica che ricorda più gli Smashing Pumpkins che non i Weedeater o gli EyeHateGod, per fare qualche esempio.
Più rocciose e dal fare più deciso risultano invece “Between Earth And Moon” e “Axis Mundi”, chiusura di carattere su cui finalmente trova il proprio spazio ideale il growl profondo e scuotente del chitarrista/cantante Philipp Seiler, forse un pelo esagerato nello stile per il carattere soft posseduto dalle altre canzoni.

Nel complesso, l’esperienza più che decennale della band si manifesta in una scrittura matura, ragionata, che pur senza particolari colpi di scena o plot twist, riesce ad elaborare un’aura disincantata e all’occasione tagliente che si lascia ascoltare più volte senza mostrare eccessivi segni di stanchezza o ripetizione.
Uno sviluppo più azzardato delle parti trasognate avrebbe forse potuto aggiungere carattere all’intero operato di “Axis Mundi”, ma i lievi accenni di tenerezza mostrati bastano a creare un interessante chiaroscuro con le parti più cadenzate secondo un armonico equilibrio che non lascia cicatrici tangibili, ma capace di smuovere la mente verso pensieri e visioni dal carattere ampio e riflessivo.

TRACKLIST

  1. Static Noise
  2. The Valley Of Nowhere
  3. Burning Out
  4. Sea Of Drowned Souls
  5. Swans
  6. Full Circle
  7. Between Earth And Moon
  8. Axis Mundi
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