7.5
- Band: TELEPORT
- Durata: 00:20:31
- Disponibile dal: 5/4/2019
- Etichetta:
- Edged Circle Productions
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Riff di chitarra arzigogolati, lisergiche linee di basso, un lavoro di batteria particolarmente raffinato e un growling morboso. Una performance intrigante, quella dei Teleport, qui all’ennesimo EP di una carriera che sembra davvero sul punto di decollare. Dopo esordi più vicini al mondo techno-thrash, il gruppo sloveno sposta maggiormente il tiro verso un death metal dalla fisionomia sofisticata e sfuggente e il risultato che ne scaturisce è un lavoro dagli orditi sperimentali denso di profonde sonorità ipnotiche che richiamano, nella loro inclinazione progressive, tanto un certo fascino techno-death d’annata, quanto le mirabolanti prove di alcune nuove realtà oggi sulla cresta dell’onda.
Tre composizioni per venti minuti di musica, tre episodi acidamente energici e flessibili nella loro durata, dai quali è facile evincere come la proposta del combo appaia mutevole ed in continuo movimento. Parti molto affilate e sostenute fanno da preambolo ad aperture più ariose da cui emerge un approccio melodico elegante e un tecnicismo mai sproporzionato. L’atmosfera ha un ruolo importante nella musica dei ragazzi, i pieni e i vuoti si chiamano e rincorrono a vicenda, tanto che il sound sembra spesso dondolare come in preda allo squilibrio. I riff, tuttavia, restano in mente e l’ascolto procede fluido, avvincente. Si sentono echi di Gorguts, primi Cadaver, Voivod, ma anche, come accennato, influenze di band contemporanee come Blood Incantation, Vektor e Obliteration. Un’altra graditissima cartolina oscura e psichedelica dalla viva, vegeta e turbolenta scena underground europea.
