7.5
- Band: TEMISTO
- Durata: 00:38:00
- Disponibile dal: 26/02/2016
- Etichetta:
- Pulverised Records
I death metaller Temisto arrivano al debutto ufficiale sulla sempre attenta Pulverised Records senza alcuna apparente trafila underground. Il duo originario di Stoccolma – composto da Leo Ekström Sollenmo e da Sebastian Lindbom Gunnari – pare che abbia mosso i primissimi passi sotto l’anonimo moniker Chapel per poi adottare il nominativo di Temisto poco prima della sigla del contratto; prima di questo omonimo debut album non risulta tuttavia alcuna altra pubblicazione, nè vi sono testimonianze di alcuna attività concertistica. Il gruppo spunta insomma dal nulla, facendo però valere l’importante sponsorizzazione del produttore Robert Andersson, ex leader dei compianti Morbus Chron, e di Tore Stjerna, il quale ha curato il mastering del disco presso i suoi noti Necromorbus Studio (Watain, Desultory). “Temisto” è dunque il classico debutto-lampo, potenzialmente in grado di incuriosire seduta stante i cultori del settore e, conseguentemente, di lanciare la carriera di questi giovani ed esuberanti svedesi. La proposta, dopo tutto, è di quelle capaci di fare scalpore: parliamo infatti di un death metal dallo sviluppo spesso imprevedibile, sospeso tra barbarie e ricercatezza. Quando il duo va all’attacco, lo fa su ritmiche parossistiche e senza porsi alcun freno, tanto da sconfinare a volte in ambienti death-thrash volgarissimi e blasfemi; quando invece decidono di rallentare, i ragazzi creano passaggi strumentali delicati e semiacustici, dai quali a tratti emergono persino atmosfere bucoliche. Questi brani, pur partendo quasi sempre da alcuni dei più noti canoni estetici del death e death-thrash underground degli ultimi dieci/quindici anni, finiscono sovente per rivestirsi di una interessante potenza espressiva. Sono aggressivi, penetranti, ma anche vividi e dinamici. C’è vibrazione, c’è alternarsi di sentimenti e stati d’animo, ci sono una serie di contrasti e dei potenti slanci che solo una formazione all’esordio – giovane, spavalda e senza nulla da perdere – è solitamente in grado di architettare e mettere in pratica. Sotto certi aspetti si percepisce un filo di avventatezza – soprattutto nella seconda parte del disco, nella quale la band procede con estrema foga, ripetendosi un po’ – ma tutto sommato non si può dire che “Temisto” non affascini. Con questo loro primo lavoro Leo Ekström Sollenmo e Sebastian Lindbom Gunnari sembrano porsi come l’anello di congiunzione tra il conservatorismo e l’intransigenza di gente come Necrowretch, Repugnant e Angelcorpse e la visionarietà e l’indole prog dei suddetti Morbus Chron. Insomma, non è un caso che Robert Andersson abbia deciso di dare una mano a questi suoi connazionali: i punti di contatto tra la sua vecchia band e questa nuova realtà, almeno a livello di attitudine e scelta dei suoni, non sono affatto pochi. “Temisto”, in definitiva, fonde vari colori e sembra spalmarli in un canovaccio tanto curioso quanto ispirato e coinvolgente. Difficile chiedere molto di più ad un esordio assoluto.
