7.0
- Band: TEMPLE OF BAAL
- Durata: 00:31:13
- Disponibile dal: 23/05/2003
- Distributore: Masterpiece
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‘Dei misfatti e arcani rituali compiuti nel tempio di Baal’, ecco come potrebbe intitolarsi questa opera oscura dei Temple Of Baal, ma il titolo scelto per questa release infernale è “Servants Of The Beast” che lancia inequivocabilmente un nero manto su quest’opera in tutto e per tutto ‘true black metal’. Per chi crede che la vera anima di questo genere sia racchiusa nei leggendari primi passi dei Darkthrone o rivivano nel cuore pulsante dei devastanti Tsjuder, ecco che anche la musica dei Temple Of Baal incarnerà per voi il richiamo oscuro della musica nella sua forma più pura, nera. La produzione ‘sporca’, rende onore alle canzoni valide, semplici ma ben strutturate. Brevi ma intensi momenti monumentali fanno da intersezione ad un songwriting veloce, frenetico, trascinante, furioso. Il gruppo se la cava bene quando, per dare incisività al brano e per rilanciare il tempo, passa dal classico mid tempo ad una parte più ritmata e veloce perfetta per l’headbanging! La band è il classico esempio di come si possa continuare a suonare roba già sentita, sfruttata al midollo, senza per questo essere un gruppo senza dignità o senso di esistere; se la musica è suonata con un cuore e un po’ di buon gusto e, in questo caso, con la giusta dose di odio e misantropia, allora ecco prender vita un buon album che si colloca senza sfigurare nel filone nero della tradizione black metal. “Years Of Hatred” può essere elevata a manifesto di questo “Servants Of The Beast”, un capitolo in cui sono presenti tutti gli elementi che, negli anni, hanno contribuito a dare una forma al genere black metal. A quanto sembra il tempio del dio Baal è ancora vitale, e al suo interno si consumano i più efferati misfatti. Sgorga il sangue dall’altare, l’invocazione si manifesta in una forma bestiale, eccitamento e terrore regna negli occhi dei testimoni, scendono le grida sino agli abissi, il sacrificio è compiuto nella dimora in cui non penetra mai la luce del sole. Un tassello sicuro nella collezione degli amanti del genere.
