TEMPLE OF VOID – The World That Was

Pubblicato il 24/03/2020 da
voto
8.0
  • Band: TEMPLE OF VOID
  • Durata: 00:37:37
  • Disponibile dal: 27/03/2020
  • Etichetta: Shadow Kingdom Records
  • Distributore: Audioglobe

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I Temple Of Void giungono alla terza tappa della loro carriera e lo fanno con un disco che mette in luce nuove intriganti ambizioni. Dopo “Of Terror and the Supernatural” e “Lords of Death”, “The World That Was” rappresenta una sorta di approdo a una nuova fase per la death-doom metal band di Detroit, la quale, dopo avere incarnato varie spinte creative – più vicine al gothic-doom per il debut e più death metal per il suo successore – sceglie qui di seguire nuove coordinate, cercando di dare ulteriore compiutezza ed equilibrio ad un songwriting sinora apparso costantemente in movimento.
“The World That Was” è tutto fuorché una brusca rottura con il passato, ma, al contempo, è un lavoro che delinea coerenza di ricerca, capacità di progredire e viva passione nel porsi di fronte a nuove sfide e nel provare a decifrare nuovi interrogativi. Certi riff sono sempre pesantissimi e in queste nuove trame l’anima death metal degli statunitensi continua ad emergere con regolarità, tuttavia questa volta non si incita alla carneficina impugnando la chitarra: rispetto, in particolare, a “Lords of Death”, le ritmiche risultano meno tese e la tensione arriva direttamente dal modo in cui si fanno interagire gli strumenti e si mescolano le varie influenze, giocando con pieni e vuoti.
I suoni procedono ombrosi, densi di una gravità plumbea, di energia ingabbiata. Si potrebbe pensare ad un semplice ritorno a soluzioni più doom e ad una rinnovata indulgenza, ma poi tutta la narrativa dell’album, nei suoi sei episodi, tradisce e sovverte alcune delle premesse con azzardi spiazzanti e inattesi. “Leave the Light Behind” fa emergere dalle ceneri una forma canzone e un ritornello sospeso tra misticismo elegiaco e pura orecchiabilità. In questo brano, così come in parti della lunga titletrack, il gruppo sembra buttare lo sguardo ai Katatonia dei primi anni Novanta, evocando quell’evoluzione da basi doom, black e death ad astrattismo avanguardistico che si materializzò tra i seminali “Dance of December Souls” e “Brave Murder Day”. La proposta dei Temple Of Void paradossalmente si rinvigorisce nutrendosi di nuovi influssi e di inedite aperture alla melodia: il suono diventa un po’ più distante e ovattato, il growling e gli interventi di tastiera si confondono con il muro di chitarre e spesso sulla rabbia prevale una soffusa e onirica inquietudine. Un’attenta e ispiratissima opera di addizione e sottrazione che sfocia nell’ennesima reinvenzione del quintetto, quella dell’età adulta e dei toni crepuscolari, il tutto senza mai tradire minimamente le proprie origini. “The World That Was” è quel disco colto e risoluto che i Temple Of Void avevano bisogno di realizzare in questa fase della loro carriera.

TRACKLIST

  1. A Beast Among Us
  2. Self-Schism
  3. A Single Obolous
  4. Leave the Light Behind
  5. Casket of Shame
  6. The World That Was
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