8.0
- Band: TEN56.
- Durata: 00:34:43
- Disponibile dal: 05/09/2025
- Etichetta:
- Out Of Line Music
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Negli ultimi tempi la Francia sta facendo il culo a tutta Europa per quanto riguarda il metalcore, con release di qualità impressionante da parte di Landmvrks, Resolve, Novelists e Rise Of The Northstar.
Qualche tempo fa avremmo citato anche i Betraying The Martyrs, che però hanno appeso gli strumenti al chiodo nel 2023, in buona misura per colpa dell’abbandono del frontman e motore trainante Aaron Matts, da quel momento dedicatosi anima e corpo ai Ten56. – sicuramente un’altra formazione da mettere in lista. Dopo i succosi ma brevi “Downer” (2021) e “Downer Part.2” (2023), pubblicazioni di sei e sette pezzi poi messe insieme nell’album “Downer” (2023), arriva il momento del secondo disco ufficiale “IO”, anticipato dal solito consistente numero di singoli e senza una vera e propria interruzione delle attività live.
Chiariamo subito, se ce ne fosse bisogno, che l’intera esistenza dei Ten56. è legata a doppio filo con quella degli Emmure, band di fronte alla quale cui Matts e soci si genuflettono religiosamente a livello artistico, e che la rapida esplosione e crescita dei francesi è anche figlia dell’assenza della band di Frankie Palmeri, tutt’oggi rilevante ma alle prese con le crisi esistenziali ed il lassismo del leader supremo.
Ben venga quindi, per i fan del nu-deathcore, questa collezione di brani ultraviolenti segnati da riff ipertrofici e binari, groove iperbolici e spropositati, dinamiche incalzanti, vociopprimenti e liriche dure e depresse.
La linea è sicuramente quella dei “Downer”, in cui il quartetto dimostra la propria maestria nel tirare fuori soluzioni lineari ma allo stesso tempo ricamate e piene di swagger, come dimostrano tutte quelle soluzioni scippate a Josh Travis (chitarrista ed innovatore dello strumento che ha suonato con Emmure, Tony Danza Tapdance Extravaganza, Glass Cloud e altri), capaci di brillare in brani come “Earwig”, “ICU” e “Banshee”.
C’è grande soddisfazione anche nei pezzi che puntano tutto sull’aggressione deathcore (“I Know Where You Sleep”) e sulle ritmiche cadenzate fino al disgusto (“Snapped Neck”), con quelle influenze hip-hop che emergono tanto nel cantato (“IO”) quanto nell’uso di una skit assurda (“LIFEISACHORE.MOV”). E’ ovviamente la già citata title-track che amplia lo spettro sonoro e sottolinea le capacità compositive del gruppo in un lento che gioca con l’emo rap, totalmente fuori spettro sonoro ma in continuità con i testi personali e duri del disco.
Le aspettative erano alte, e i Ten56. le hanno rispettate in scioltezza, mostrando la necessaria solidità e continuità, giocando ovviamente sui propri punti di forza ma consegnando un disco completo, teso, potente e senza skip: proprio quel genere di materiale che va a consolidare la credibilità ed il posizionamento di una band a livello internazionale.
I Ten56. il terreno se lo stanno prendendo, senza drammi o stupidità social, coi tour e con la musica.
