TEODASIA – Upwards

Pubblicato il 06/05/2012 da
voto
6.5
  • Band: TEODASIA
  • Durata: 00:58:34
  • Disponibile dal: 16/04/2012
  • Etichetta:
  • Distributore:

“Upwards” segna l’ingresso sulla scena metal tricolore della band veneta Teodasia. Band al debutto, dunque, che si presenta a noi nel modo canonico, ovvero con un buon disco di esordio accompagnato da un paio di singoli e da una certa attività promozionale dal vivo che vede la partecipazione ad alcuni eventi in compagnia di altre band emergenti. Forti della partecipazione di Fabio Lione (Rhapsody Of Fire, Labyrinth) sul pezzo “Lost Words Of Forgiveness” e di un songwriting che, pur pescando da generi abusati come il power melodico e il symphonic metal con cantato femminile, risulta per certi versi anche abbastanza originale, i Teodasia riescono nel tentativo di produrre un debutto degno di nota, con diverse note positive e anche alcuni margini di miglioramento, cosa che in una band agli inizi è forse più un vantaggio che un punto a detrimento. Come dicevamo, stilisticamente ci troviamo su una via di mezzo tra il metal sinfonico e a tratti goticheggiante di Epica e Nightwish, e qualche piccola puntata in direzione del power melodico, lasciando sempre però una maggiore importanza a mood ed arrangiamenti piuttosto che alle alte velocità. Anzi, il classico modello della bordata speed è quanto mai lontano da questi solchi, che preferiscono puntare maggiormente su ritmi cadenzati irrobustendo però il suono con massicce iniezioni di strumenti classici e arrangiamenti sinfonici. Il risultato è appunto un metal piacevole e melodico, che alterna ombre e climi derivati dal gothic con una scelta dei suoni presa dal power più maestoso. Niente scopiazzamenti, dunque, e questa è sicuramente una cosa che apprezziamo e non manchiamo di segnalare. Per quanto riguarda il disco in sé, l’importanza data agli arrangiamenti riempie il suono in maniera più che sufficiente, fungendo da catalizzatore per l’attenzione. Su questa base elegante e forse un po’ pomposa si poggia perfetta la voce di Priscilla Fiazza, vero punto di forza dell’intera band. Cantante estremamente dotata, sembra trovarsi estremamente a suo agio con ritmi e suoni di questo tipo, più simili agli Edenbridge di Sabine Edelsbacher che alla ex band di Tarja Turunen. Chitarre, basso e batteria sono ovviamente ben suonate, come il genere richiede, anche se la produzione di stampo fortemente sinfonico rinuncia all’impatto di questi strumenti in favore delle orchestrazioni, relegandoli un po’ in secondo piano. Stupisce invece, negativamente, la quasi totale assenza di assoli: dove nelle parti centrali delle canzoni ci aspetteremmo la consueta fuga con la sei corde, ci troviamo invece lunghi bridge che favoriscono cori e tastiere. Il risultato è quantomeno atipico, ma priva il metallaro vecchio stile del momento della fuga solista, il momento dove le emozioni e il clima raccolto dalla canzone fino a quel momento sfocia nella libera interpretazione delle dita del chitarrista. Piccoli nei a parte, l’unico piccolo difetto che intravvediamo nel gruppo è la mancanza di un impatto maggiore nei frangenti più spinti (“Pandora’s Knight”) e di una drammaticità più spiccata negli squarci gotici (“Hollow Earth”), ma per il resto tutto funziona in maniera oggettivamente egregia. Per ora parliamo di un buon inizio, e aspettiamo nuovi passi dalla band.

TRACKLIST

  1. Intro-spection
  2. Temptress
  3. Revelation
  4. Last Word Of Forgiveness
  5. Close Call
  6. Clarion Call
  7. A Powerful Life
  8. Hallow Earth
  9. Aurora
  10. Pandora’s Knight
  11. Eulogy
  12. My Minotaur
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