TERMINALIST – The Great Acceleration

Pubblicato il 03/05/2021 da
voto
7.0
  • Band: TERMINALIST
  • Durata: 00:34:25
  • Disponibile dal: 07/05/2021
  • Etichetta:
  • Indisciplinarian

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Ossessionati dalla velocità, vista come elemento di dominio, un modo per prevaricare e surclassare la concorrenza e prendere il potere. Partendo dalle teorie sul concetto di dromologia, partorito dalla mente del filosofo francese Paul Virilio, i Terminalist pervengono carichi e fumiganti al primo album, facendo appunto leva sul desiderio di accelerare fino alle estreme conseguenze, fino al collasso, alla smaterializzazione. Un disco breve, “The Great Acceleration”, sovraccarico, incendiario, moderno nei suoni ma legato a un’idea di metal di assalto molto ottantiana, con parecchi punti di contatto col decennio appena successivo. La formazione di stanza a Copenaghen, in parte danese, in parte statunitense, disegna una sua opulenta interpretazione del techno-thrash, bruciando l’aria in uno sfavillio di soliste brillanti e ritmiche schiacciasassi, innestando le marce alte nei primi secondi della prima traccia, per non abbandonarle più fino allo sfumare di “Dromocracy”.
“The Great Acceleration” ha il dono della sintesi e dell’impatto, non la prende larga, tutt’altro, afferra per la gola e non lascia mai la presa, configurandosi come uno di quegli album d’attacco e barbarie che abbondano nell’underground estremo più sordido e legato a un’interpretazione old-school della materia thrash. In questo caso, però, la confezione sonora e le capacità tecniche, oltre che le scelte di produzione, guardano altrove, a un metal cromato, raffinato, che incamera le evoluzioni e i perfezionamenti succedutisi in tempi recenti. Parliamo quindi di un thrash moderno dall’animo antico: le fughe strumentali e i solismi vorticosi potrebbero essere quelli dei Vektor o dei vecchi Voivod, il tonnellaggio chitarristico riprende lo swedish thrash/death di fine Anni ’90, le ritmiche sfrenate, con qualche sortita di blastbeat, di rado abbandonano schemi tipicamente death. È soprattutto quando compaiono finezze a iosa, i brani oltre alla velocità si colorano di atmosfera sci-fi e fanno capolino contagiosi arpeggiati, che i Terminalist si staccano dalla massa; sono ottimi picchiatori e sanno incidere anche solo con le barbarie, però è nella perizia strumentale e nell’inventiva del guitarwork che hanno la loro ragione di esistere.
In questi casi, proiettandoci in scenari avveniristici deflagranti di energia, possono partorire passaggi di assoluta eccellenza, mettendo assieme tecnica di primo livello e brutalità a briglia sciolta. I quattro sanno come colpire duro, tenere alta la tensione e vivacizzare il contesto per non far annegare la violenza nella monotonia; al momento, tuttavia, non c’è ancora quella continuità che ci si aspetta dalle eccellenze del settore. Alcune sezioni sono veramente esaltanti e ricche di spunti, altre, pur apprezzabili, perdono di slancio e sono abbastanza convenzionali. Complice la durata ridotta, l’album si ascolta con estremo piacere e ha il pregio svelare qualcosa di nuovo ad ogni ascolto; alcune pregevolezze, infatti, all’inizio sono sommerse dalla foga con cui la band suona. Pur altalenante nell’ispirazione complessiva, quindi, “The Great Acceleration” merita un approfondimento dagli amanti del thrash che non si fermano alle cose più ruvide ma guardano con favore a tecnica, melodia e viaggi interstellari.

TRACKLIST

  1. Relentless Alteration
  2. Terminal Dispatch
  3. Invention of the Shipwreck
  4. Estranged Reflection
  5. Dromocracy
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