TERRÖRHAMMER – Gateways To Hades

Pubblicato il 29/11/2022 da
voto
7.5
  • Band: TERRÖRHAMMER
  • Durata: 00:35:01
  • Disponibile dal: 25/11/2022
  • Etichetta:
  • Osmose Productions

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E’ sufficiente una marcetta di due minuti per alzare l’hype generale e lasciarsi travolgere da una sana dose di mera ignoranza borchiata black-speed metal? Ebbene sì, perchè la “March Of The Damned”, chiave d’apertura del qui presente “Gateways To Hades”, è di quelle malinconiche, dal sapore e dalle tinte griffate anni ’80, da pianola Bontempi, in grado di sprigionare, oltre ad un tasso epico di genuinità, una percentuale altrettanto alta di grinta e puro gasamento (cit. Dan Peterson). E ciò che arriva in seguito, quando le porte dell’Ade si sono finalmente spalancate, non può che avere le sembianze di un’autentica badilata-in-your-face. A colpirci, con sana e virulenta violenza, ci pensano i Terrörhammer, realtà serba di stanza a Pančevo, il cui intento è uno ed uno soltanto, attaccare sempre e comunque, senza mai alzare il piede dall’acceleratore. Sorta nel 2010, la band ha perso nel tempo due dei componenti della prima ora, tra i quali un certo Atterigner, attuale cantante dei Gorgoroth, lasciando quindi che le redini di questo necro-progetto venisse portato avanti dal chitarrista e vocalist Pentagramator The Helltyrant, il quale ha portato i Terrörhammer all’esordio ufficiale nel 2015 con “Under the Unholy Command”. Trascorsi sette anni, il corpulento leader è così di nuovo in azione con una line-up del tutto rinnovata (U-Predator 47 al basso e Debiłczyna alla batteria) ed una nuova etichetta, la Osmose Productions, a promuovere questo seconda fatica.
Ciò che invece è rimasta intatta, irrobustendosi ulteriormente, è la formula di base: un power-trio dedito alla proliferazione di riff speditissimi e pungenti, calpestati da ritmiche che richiedono un obbligato e spontaneo headbanging. Sparateci dentro Venom, Motörhead (da qui forse l’umlaut del monicker serbo), Sodom e pure Impaled Nazarene, anche se in realtà ci possiamo trovare pure un briciolo di speed tedesco e qualche tritolo di thrash d’oltreoceano. Una roboante brodaglia lunga trentacinque minuti che, senza mezzi termini, arriva subito al sodo con l’opener “At Dawn We Attack”, velocissima, con il suo grido di battaglia a far da contorno alla becera litania innalzata dallo stesso Pentagramator. Saetta elettrizzante, amplificata dalla scarica della title-track, in cui sembra di assistere ad un incontro di pugilato tra Anthrax (“Deathrider”) e Running Wild; preparate i secchi per raccogliere i litri di sudore una volta terminato il match. La discesa nel regno dei morti dei Terrörhammer, come detto, è di quelle perforanti, dirette, a capofitto: se con “Transylvanian Whore” il timbro black’n’roll rimanda di diritto a un altro terzetto, questa volta inglese, guidato da un certo Lemmy, “Blizzard Of Blood” spicca per la sua cruda grettezza. Le pedate nel deretano proseguono a dismisura grazie a brani tanto semplici quanto accattivanti, vedasi “The Interceptor” o la più melodica “Midnight Patrol”, prima di un ultimo assalto in salsa punk firmato “Inside The Nuclear Tomb”. A mettere il sigillo definitivo al portone dell’Ade, ci pensa la conclusiva “Tronized Goat Master”, dall’incedere folle e delirante che richiama le insane gesta di Mikka Luttinen e compagnia. Anticipate il vostro personalissimo natale e concedetevi un regalino spruzzante sangue e sprizzante energia da ogni riff anzi, se avete tempo e voglia di allenare la vostra colonna vertebrale, nei prossimi giorni saranno pure dalle nostre parti (a Bologna e Fano rispettivamente il 6 e 7 dicembre); fateci un pensierino!

TRACKLIST

  1. March Of The Damned (intro)
  2. At Dawn We Attack
  3. Gateways To Hades
  4. Transylvanian Whore
  5. Blizzard Of Blood
  6. The Interceptor
  7. Midnight Patrol
  8. Inside The Nuclear Tomb
  9. Tronized Goat Master
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