7.0
- Band: TEUTONIC SLAUGHTER
- Durata: 00:36:20
- Disponibile dal: 30/01/2026
- Etichetta:
- Iron Shield Records
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Che genere potrà mai suonare una band che si chiama Teutonic Slaughter, proviene dalla Vestfalia e piazza sulla copertina del suo album (dal tratto tipicamente anni Ottanta, a partire dal lettering del logo) un cadaverazzo imputridito che brandisce un boccale di birra da mezzo litro? Come dite? Emo-core? Uscite dall’aula, per favore, e che non vi becchi a fumare in bagno insieme al bidello.
Quello che troverete fra i solchi di questo “Cheap Food” è, ovviamente, del furibondo thrash metal di stampo smaccatamente teutonico, ignorante il giusto e old-school fino al midollo. Il terzo full-length di questi agguerriti thrasher tedeschi è una dichiarazione d’amore per i primi lavori di Kreator, Sodom, Destruction e Tankard, ma anche di quelli prodotti da act ‘minori’ quali Necronomicon, Living Death, Assassin, Darkness e Violent Force, e come tale va preso, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Se ne tengano alla larga, quindi, tutti gli ascoltatori alla ricerca di novità stilistiche, nuove frontiere di tecnica applicata alla materia estrema o di qualunque sorta di introspezione psicologica: in questo “Cheap Food” i Teutonic Slaughter non hanno altri obiettivi che maciullare i padiglioni auricolari degli ascoltatori a suon di riff acuminati, velocità assassine e testi abrasivi, ironici e spassosamente gore, declamati dalla vociaccia al vetriolo del buon Philip Krisch (impegnato qui nel doppio ruolo di cantante/chitarrista).
Il quartetto germanico, completato da Ivan Almeida alla chitarra solista, Fabian Kellermann al basso e Nico Iserloh alla batteria, ci mette il tempo di una breve intro recitata a riversare su di noi il suo uragano thrash metal, partendo in quarta con l’urticante “Hostage”. Il brano, reso qua e là ancora più estremo da alcuni passaggi in blast beat davvero azzeccati (ed è un vero peccato che i Nostri non abbiano insistito di più su frangenti come questo, nel resto dell’album), mette subito in mostra le peculiarità compositive dei Nostri: la struttura è semplice, agile e funzionale, fortemente legata al concetto di ‘forma canzone’, consentendo così un effetto in-your-face immediato, efficace ed estremamente godibile.
L’esposizione tecnica è adeguata al genere (con una nota di merito per le parti di chitarra solista, davvero solide), così come la produzione (realizzata presso gli MK Record Studios di Essen), rugginosa quanto basta, ma senza rinunciare al giusto gradiente di intelligibilità. La title-track “Cheap Food” mette in mostra un brio quasi hard-core che rimanda alla scena d’oltreoceano capeggiata da act quali Nuclear Assault e S.O.D. (pur adeguatamente ‘teutonizzata’), mentre momenti melodicamente più marcati fanno bella mostra di sè nella comunque massacrante “Redistribution”.
Non mancano altri bei momenti, in questo “Cheap Food”, come nel caso delle intense “Eviscerating Surgery”, “Fight The Reaper” o della più strutturata e meno parossistica “Give ‘Em Hell”.
Tutto bene, quindi? Beh, si e no.
I Teutonic Slaughter amano quello che fanno in modo evidente (il nome che si sono scelti la dice lunga, in tal senso), e lo sanno fare molto bene, ma questo non basta a farli emergere dal calderone degli abili mestieranti: ai Nostri manca, infatti, quello spunto in più necessario ad elevarsi dalla massa, sia dal punto di vista della personalità (pur nel contesto limitato in cui hanno scelto di operare) che da quello del puro talento compositivo.
Ma di tutto questo, alla band, potrebbe non fregare assolutamente nulla, così come agli immarcescibili fan di questo stile senza tempo: al di là di queste ultime considerazioni, infatti, “Cheap Food” resta un disco di thrash metal old-school tedesco assolutamente godibilissimo, capace di regalare trentasei minuti abbondanti di spassoso e gustosissimo headbanging senza ritegno da vivere, possibilmente, con una bella confezione da sei di birra gelata a portata di mano.
Se è questo che cercate, fatevi sotto senza indugi; non resterete delusi.
