THAW – Earth Ground

Pubblicato il 29/10/2014 da
voto
7.5
  • Band: THAW
  • Durata: 00:40:37
  • Disponibile dal: 10/10/2014
  • Etichetta:
  • Witching Hour

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I polacchi Thaw potrebbero benissimo diventare i prossimi Altar of Plagues. Sono infatti una delle poche band in esistenza oggigiorno capaci di mantenere in piedi un ponte stabile tra black metal e sensibilità “post” senza snaturare in nulla le tenebre e il risucchio malvagio che caratterizza la loro musica. Lungi dall’essere una manciata di ragazzi hardcore che han scoperto il black metal con vent’anni di ritardo (come Celeste, Hexis, Rorcal e compagnia bella), i Thaw sono al contrario una band black metal vera, una di quelle entità cresciute a pane e Mayhem fin dalle origini e oggi giunti alla consapevolezza di voler (e poter) argomentare il discorso black metal in maniera del tutto personale e slegata da alcuna tradizione. Dopo un debutto omonimo splendido e conturbante uscito tramite la nostra Avantgarde Music, i Nostri sembrano essere stati accecati dalle luci della ribalta, preferendo poi continuare il loro viaggio sonico in un luogo più riservato e buio, avvolto dalle tenebre e da una posizione ben più defilata. Hanno così affidato la pubblicazione del nuovo lavoro ad una più piccola etichetta loro conterranea, la polacca Witching Hour Productions, e hanno pubblicato un lavoro ben più rumoroso, devastato e contorto del precedente, un lavoro scuro e astratto che spesso flirta anche con l’elettronica e che sembra una sorta di grottesco crocevia tra le inclinazioni avantgarde dell’ultimo Altar of Plagues, delle putrescenze noise dell’ultimo Twilight e le epiche e sontuose cavalcate in salsa post-rock dei Drudkh di “Eternal Turn of the Wheel”. Il quartetto polacco insomma sembra essere esperto nell’arte di slegare il black metal dalla zavorra della tradizione e, un po’ come gli Emptiness col death metal, sembrano essere un’unità creativa capace di esprimere tantissimo con il genere, ma usandolo come materia prima per concretizzare altro, addentrarsi con convinzione e coraggio in mondi apparentemente lontani dal black metal e affatto convenzionali per il loro genere di appartenenza. Ascoltare per esempio momenti di sorprendente coraggio compositivo come le ritmiche jazzate che si scontrano contro nefasti e tempestosi muri di nerissima distorsione nella conturbante “Soil”, o lo spettro dei Neurosis di “Through Silver in Blood” evocato in “Winter’s Bone” e usato poi come una clava black metal aliena, per schiacciare tutto sotto un pugno di ferro psichedelico; questi di cui si rendono protagonisti i Thaw sono davvero momenti rari a cui assistere, istanti di pura goduria nel panorama del post-black metal odierno che offrono una visione nel genere da un prospettiva diversa e del tutto inedita. Certamente vengono anche in mente momenti più scontati e ormai collaudati del neo-black nell’ascoltare questa band tessere le proprie assurde trame – pensiamo ai Wolves In the Throne Room per esempio, ai già citati Hexis e persino ai Deafheaven nei loro momenti più riflessivi e introversi – ma la band è capace di esprimere tantissimo in suddetti ambiti senza imitare nessuno, e casomai rivaleggiando a testa bassa ogni concorrenza con un gran carico di personalità. Manca ancora nei Nostri quella capacità (che arriva solo con una acquisita maturità) di scrivere pezzi da campioni e che rimangono impressi nella mente con fermezza indelebile sin da subito, e in effetti di “Earth Ground” sono necessari vari ascolti per permetterne una piena consapevolezza e assimilazione, ma i Nostri sembrano senza dubbio essere indirizzati sulla giusta strada e questo loro secondo album sembra essere null’altro che un fragoroso salto nella miglior direzione possibile per loro.

TRACKLIST

  1. First Day
  2. Afterkingdom
  3. Sun
  4. No Ligh
  5. Second Day
  6. Soil
  7. Winter's Bone
  8. Last Day
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