THAW – Grains

Pubblicato il 12/12/2017 da
voto
7.5
  • Band: THAW
  • Durata: 00:38:42
  • Disponibile dal: 08/12/2017
  • Etichetta: Agonia Records
  • Distributore: Masterpiece

La Polonia, nel corso degli anni, si è rivelata una fertile e feconda terra per i suoni più cattivi, cupi ed ossessivi. Dal suo grembo si è riversata una sinistra progenie di gruppi che hanno fatto di tali derive musicali il proprio stendardo e con questa nuova uscita sono proprio i Thaw ad avere l’onore/onere di tenerlo alto. Questo loro “Grains” è uno schiaffo di vetri in piena faccia, un’ombra carica di livore che attende nei miasmi di un vicolo buio, un album che in poco meno di quaranta minuti arriva, fa male e sparisce. E’ difficile inquadrare questo nuovo capitolo di sperimentazioni sonore, se vogliamo maggiormente artefatte rispetto all’omonimo esordio, perchè la musica dei Thaw si contorce e si dimena come una vipera che sbava bile schifando etichette o costrizioni di sorta: su un limo nero, nerissimo di chitarre black si innestano robotiche suggestioni in odore di drone (“The Thief”) o le distorsioni pachidermiche, più vicine a derive sludge/noise, di “The Cabalist”, in cui però salmodianti cori e striscianti sussurri anneriscono l’impalcatura di suoni di un’aura minacciosa. Ed è esattamente questo sguazzare in territori cari ai compagni Mgła e Furia il collante dei cinque episodi che compongono il quarto capitolo dei polacchi: a volte è solo un flebile respiro, come all’intero dell’incubo di “The Harness”, in cui aberranti droidi-insetto invadono le corde di una chitarra zanzarosissima, oppure ne è l’ossatura portante – i latrati aspri di M. che inseguono il ritmo tirato di “Wielki Piec” – ma rimane sempre e comunque il perno attorno a cui si ancorano le incursioni dei Nostri. Non importa quali nomi o faccia abbiano i quattro scostanti musicisti (foto sfocate & incappucciate ne abbiamo?), non è necessario che vengano presentati al pubblico; quello che veramente sembra essere essenziale è regalare al mondo pennellate (come quelle ipnotiche dell’artwork di copertina) di nichilismo e cattiveria cieca ed insensata da cani idrofobi, condite però da una precisa ed attenta voglia di sperimentare trascendendo la contingenza dei generi, molto vicina a taluna filosofia di casa Emptiness. I Thaw riescono a suggestionare ed atterrire, ascolto dopo ascolto, con una perizia estrema espressa anche nel minutaggio estremamente contenuto (qui ridotto veramente all’osso) che da sempre caratterizza i loro lavori e dimostrando che per spostare l’asticella dello stortume sonoro un po’ più in là non è assolutamente necessario dilatare all’impossibile la durata delle canzoni. Questo, una produzione leggermente ruvida (come chiaramente richiesto da un certo tipo di sonorità proposte) e i colpi inferti da una micidiale sezione ritmica rendono “Grains” un mirabile colpo di coda dell’Agonia Records in questo fine anno e un’istantanea di un gruppo in un velenosissimo stato di grazia, in grado di rendere la propria musica una scudisciata urticante.

TRACKLIST

  1. The Brigand
  2. The Thief
  3. The Cabalist
  4. The Harness
  5. Wielki Piec
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.