THE ACACIA STRAIN – You Are Safe From God Here

Pubblicato il 24/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: THE ACACIA STRAIN
  • Durata: 00:29:45
  • Disponibile dal: 24/10/2025
  • Etichetta:
  • Rise Records

Spotify:

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Ci sono band che azzeccano il disco d’esordio e cercano di vivere di rendita su quel lavoro per l’intera carriera; ci sono altri che seguono la moda del momento, ci sono altre formazioni ancora che tentano di evolversi e finiscono per tornare sui propri passi. Poi ci sono i The Acacia Strain, da sempre guidati da una visione e un’idea ben precisa della propria musica, della propria narrativa e della propria attitudine, che con forza e costanza si sono ritagliati una nicchia di affezionati e la nutrono amorevolmente di rabbia, tristezza e sconforto. Guidata da Vincent Bennett, che dal 2001 si circonda di abili musicisti – dai TAS sono passati DL Laskiewicz (Bad Wolves, Falling In Reverse), Mark Castillo e Mark Mudholland (Emmure), Kevin Boutot (Trap Them) e molti molti altri – la formazione di New York è sempre stata associata al mondo deathcore senza però condividere le codifiche e gli stilemi precisi del genere, anche se storicamente vengono inclusi, rifiutando categoricamente l’etichetta, nell’era “MySpace Deathcore” insieme a Suicide Silence, Whitechapel, Job For A Cowboy ed Emmure.

Dopo l’esperimento del 2023 con i dischi gemelli “Step Into the Light” (un assalto spietato) e “Failure Will Follow” (un abisso di sludge), arriva il tredicesimo disco “You Are Safe From God Here”, che fonde le due anime dei TAS in dodici tracce sotto i trenta minuti. Il flusso delle composizioni è dinamico e non presenta stacchi brutali, anche se i riff fangosi di “Void Sermon” e “Swamp Mentality” si distinguono tanto quanto il doom e gli arpeggi dilatati di “Mourning Star”. “I Don’t Think You Are Going to Make It” e “Safe From God” parlano il linguaggio del deathcore più ortodosso, mentre il chitarrista Mike Mudholland sale in cattedra sfoderando groove massicci in “A Call Beyond” ed “Heretic’s Lament”, che diventano micidiali quando arrivano i campioni di violenza Brody King e Colin Young (God’s Hate) in “The Machine That Bleeds”.
Ci pensano “Eucharist I: Burnt Offering” ed “Eucharist II: Final Communion”, insieme ad “Acolyte of the One”, a racchiudere il tema sacrificale, teologico e spirituale del disco, senza scadere nella facile blasfemia, usando contrasti e tensioni emotive.

I testi di Bennett sono ancora una volta contraddistinti dal vuoto e dalla misantropia, in una narrativa che genera quel vivido disagio nel quale la band ama crogiolarsi sin dai tempi di “Wormwood”: è scomodo e soffocante, e per questo per molti diventa anche respingente, definendo la proposta musicale dei TAS e disegnandone contemporaneamente i confini da band non per tutti e non per tutte le occasioni.

“You Are Safe From God Here” ripropone con perizia, costanza e pessimismo tutti i punti di forza dei The Acacia Strain. Il pubblico della band sa già cosa aspettarsi da loro, e lo troverà ancora una volta con la stessa qualità che contraddistingue i lavori di Bennett e soci, una vera e propria certezza per la propria nicchia di riferimento.

TRACKLIST

  1. Eucharist I: Burnt Offering
  2. A Call Beyond
  3. Swamp Mentality
  4. The Machine That Bleeds
  5. Mourning Star
  6. I Don’T Think You’Re Going To Make It
  7. Acolyte Of The One
  8. Aeonian Wrath
  9. Holy Moonlight
  10. Sacred Relic
  11. World Gone Cold
  12. Eucharist Ii: Blood Loss
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