8.0
- Band: THE AFTERNOON GENTLEMEN
- Durata: 00:19:23
- Disponibile dal: 27/05/2015
- Etichetta:
- Bones Brigade
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Una vena chitarristica strabordante, una sezione ritmica ben più ingegnosa di ciò che si potrebbe inizialmente immaginare e un’ispirazione ormai completamente costante e matura sono gli ingredienti con cui i The Afternoon Gentlemen confezionano la loro definitiva affermazione nel grande panorama grind. I ragazzi britannici riprendono quanto di buono fatto intravedere nei diamanti grezzi rilasciati in precedenza, limano tutto quello che era rimasto in sospeso e danno alle stampe un ritorno che sa totalmente di maturità. Basta la pioggia di chitarre incontrollate dell’opener “The Outsider” per far salire un groppo alla gola e rendere viva più che mai l’impressione di trovarsi al cospetto dell’opera migliore del gruppo di Leeds. Qui la storia del “tutto già sentito” non sta in piedi, perché questo omonimo album non è l’amarcord di un grindcore per nostalgici, ma l’esaltazione di un genere iniettato da scosse punk, sludge e thrash, servito con un songwriting conciso, intelligente e puntuale, plasmato da chi da sempre nelle fogne underground ci ha marciato e marcito. Impossibile tenere il conto del numero di riff e di cambi di tempo inclusi in questa rutilante ventina di minuti, nei quali la band brevetta continuamente la ricetta per trasformare ritmiche a pioggia in mattonate, frenesia in pesantezza, sporcizia in bomba melodica, col risultato che l’album trasuda in ogni suo solco di una inventiva in cui oggigiorno è raro imbattersi in questo campo. “The Afternoon Gentlemen” è un disco dove le esplosioni sonore emergono e si sovrappongono improvvise, in un libero approccio crossover tanto straniante quanto altamente calibrato. C’è sempre un ottimo bilanciamento tra forza e disturbante sperimentazione e ciò fa sì che il suono si presenti sempre sfacciatamente contorto ma anche assai groovy e “orecchiabile”, pregevole espressione di un gruppo che non si prende mai troppo sul serio, ma che, al tempo stesso, con gli strumenti è in grado di fare cose funamboliche. Se adorate il genere di partenza, questi venti minuti diventeranno ben presto un ascolto indispensabile.
